24 giugno 2021

I'm just killing time

Il libro lasciato sul comodino
il pigiama definitivo
le piccole, ultime cose
sprofondarci il viso.
Almeno l'odore.

Adesso mi svegliano la tua tosse nella testa
il lamento immaginato
sul braccio sento ancora aggrappata la tua mano.
Era sempre più facile aiutarti per le scale, ogni giorno perdevi peso.
E vita. E io.

1 giugno 2021

Precipitata

 


Ho lasciato rotolare lo sguardo lungo i tuoi fianchi

prospettive curve, polvere di consuetudini inosservate.
Esistere è niente di memorabile davanti allo specchio.
Amore è quel che resta nelle pieghe calde di una coperta. Al mattino.

27 febbraio 2021




Dentro così come fuori, dalla luce all'oscurità
tocco, con disciplina.
Alla tua foresta, al suo orrore
porterei il conforto della mia solitudine
le parole, i miei demoni. Anche senza più fiato.
Dovessi morirne.

art : : xophje

23 settembre 2020

Lovin' Cicolano, and sweat




Prendo le parole per come vengono su

è sale sulle ferite

pietra angolare

bianca di certe case ricche.

Lacrime, sangue altrui

ferite aperte e bruciano.

Pietre, parole, dolore

medesima la cava.

Scalpello che scheggia, canto che onora il sudore.

Cerco storie

tracce nel fango secco,

racconto impresso ed eterno a saperci leggere.

Non guardo mai al cielo ma per terra, vicino, mentre scendo a valle.


on air/ Tha Supreme e Mara Sattei : : m12ano (acoustic)

9 novembre 2017

Cibarsi di rose e di spine

Cammino per strade
dove il passo non lascia impronta. 
Perdo lo sguardo nella pioggia buia di novembre 
attento a cercare cose di cui vivo.
Tanto eretto mi tiene quel che si rivela
quanto mi piego su ciò che si nasconde.
La verità nel fondo della bottiglia, inchiostro sciolto nell’alcol
vomiti sui fogli poi li scolli e perdi le parole.
Nessuno mi segue 
i miei occhi due laghi calmi 
freddi, le mani fragore 
al tempo, lì fuori, non importa.
Inseguo la quiete illuso di eluderla.




20 ottobre 2017

Tagli

Non esiste prospettiva senza aver mai visto quanto sia lontano l’orizzonte
se guardi il mare i giorni si diluiscono in ore
ci si acquieta nel gesto di stare seduti sulla riva
ma alle cose piccole preferisco la terra bruciata
una guerra tra orti abbandonati e cataste di legna marcia
va comunque combattuta, anche da sconfitti.

 

13 ottobre 2017

October, Remix & Revolution

Per quanti i rossi del tramonto in Ottobre
tanti i sussulti di vertigine
si tuffano dentro, spargono attorno semi
irrequietezza, insicurezza, si ondeggia a mezz'altezza
Ti tengono la bocca chiusa malamente
come una vecchia tomba di famiglia nel cimitero di un paese abbandonato, ormai.
Mi lasciano gli occhi ammassati come le auto di un deposito giudiziario
i miei cavi annodano il cielo calmo dell’autunno
i miei vetri in pezzi rimandano mille riflessi di sangue
le mie ruote, le tappezzerie, i meccanismi che restano
hanno visto la notte sollevarsi e ricadermi addosso
ammesso che lo fosse davvero
Magari era solo l’oscurità di un’ombra tra i muri e i cortili
o la poca luce di una stanza in cui è successo troppo.
Troppi i rossi, le ore e i giorni
troppi i rumori e la brutta musica che accompagna le danze al tramonto
So che non credi e tocca a me l’onere della prova, si scioglie il petto
gira regolare in un’orbita astrale tra la Terra e Marte
come una teiera celeste.
C’è da ripulire l’asfalto da tutto il senso
coprire pietosamente una sera distesa sul marciapiede.
Nascondere a chi passa i fori d’uscita.