corro
e non so dove
(cadere)
epifanie distorte
le mie mani, l'intenzione
sono il lupo che s'aggira di notte in cerca di droga
sono la malìa di farfalle che innamorano foglie
posso carpire parole
metterle in ordine a guardia del cuore
sangue che batte forte nelle vene
puro
malgrado l'aria che respiro
è questa la mia foresta e questo è l'orrore
corro
pazzo
di notte
sono il bastone che il cane non vuole rincorrere
sono lo sguardo feroce del suo padrone
scarpe che calpestano foglie
la scritta sul muro che nessuno cancella
sono la falce
sono il martello
come un lupo di notte in cerca di droga
on air/interpol::untitled (velapene screen remix)
18 dicembre 2005
5 dicembre 2005
heaven on their minds
l'altra metà del cielo promette pioggia
foglie e farfalle nel vento
l'altra metà del letto è fredda
on air/elbow::teardrop (massive attack cover)
qui c'è un bellissimo live set degli arcade fire.
foglie e farfalle nel vento
l'altra metà del letto è fredda
on air/elbow::teardrop (massive attack cover)
qui c'è un bellissimo live set degli arcade fire.
29 novembre 2005
soggettiva
vedo sempre lo stesso posto, la stessa gente.
entra uno nuovo, tutto coperto e trema appena.
ha freddo anche se qui dentro i riscaldamenti vanno a mille, è l'effetto dell'adrenalina.
si agita e urla qualcosa, la gente in fila si gira a guardarlo, qualcuno sviene, altri cadono in ginocchio.
io continuo a guardare la scena.
un uomo in divisa e giubbotto antiproiettile interviene. si guardano e gridano, si guardano negli occhi e gridano, ma non posso sentire cosa.
uno è pagato poco, l'altro disperato, entrambi armati. dovrò essere testimone di chi sarà il più veloce a sparare.
sono una telecamera a circuito chiuso, d'altra parte. in bianco e nero e senza audio.
on air/johnny cash::personal jesus (depeche mode cover)
ricki gianco & robert wyatt::hasta siempre comandante
entra uno nuovo, tutto coperto e trema appena.
ha freddo anche se qui dentro i riscaldamenti vanno a mille, è l'effetto dell'adrenalina.
si agita e urla qualcosa, la gente in fila si gira a guardarlo, qualcuno sviene, altri cadono in ginocchio.
io continuo a guardare la scena.
un uomo in divisa e giubbotto antiproiettile interviene. si guardano e gridano, si guardano negli occhi e gridano, ma non posso sentire cosa.
uno è pagato poco, l'altro disperato, entrambi armati. dovrò essere testimone di chi sarà il più veloce a sparare.
sono una telecamera a circuito chiuso, d'altra parte. in bianco e nero e senza audio.
on air/johnny cash::personal jesus (depeche mode cover)
ricki gianco & robert wyatt::hasta siempre comandante
24 novembre 2005
don't touch don't look don't feel
c'è sangue sul tetto della mia casa in urano
un cane ha abbaiato alla luna ed è venuto giù il cielo
sono stelle sul selciato
i resti di un parabrezza rotto.
on air/nickel creek::best of luck
un cane ha abbaiato alla luna ed è venuto giù il cielo
sono stelle sul selciato
i resti di un parabrezza rotto.
on air/nickel creek::best of luck
21 novembre 2005
italian digital (in the eye)
ho un rapporto con la spiritualità difficile da decifrare, provando a fare daimoku, il mio corpo astrale mi ha messo un dito nell'occhio. forse era l'intonazione del "nam myoho renge kyo" che non gli piaceva, vàssapere..
proprio belli, atmosfere lievi, levigate e senza fare uso di tecnologia digitale, si chiamano infatti american analog set e sull'almanacco di bradley c'è un loro intero concerto.
on air/american analog set::hard to find
proprio belli, atmosfere lievi, levigate e senza fare uso di tecnologia digitale, si chiamano infatti american analog set e sull'almanacco di bradley c'è un loro intero concerto.
on air/american analog set::hard to find
18 novembre 2005
fuori continuity
Un cappotto al posto della lingua, il cuore nelle scarpe, prese tutto il coraggio che gli restava, si alzò, ci camminò sopra. E si spogliò simbolicamente della proiezione di Marylea che gli era rimasta addosso e, materialmente, di vestiti sporchi e maleodoranti. Una doccia non l'avrebbe rimesso in sesto ma almeno sarebbe potuto restare accanto a se stesso senza turarsi il naso.
Quando era un ragazzo che si grattugiava le ginocchia sull'asfalto del playground giocando a pallacanestro con i suoi amici del quartiere, rimaneva tanto di quel tempo, immobile, sotto l'acqua calda e col viso all'insù, a bruciare, che la mamma ogni volta doveva chiudere il rubinetto del boiler per farlo smettere. E poi gli urlava contro per troppo tempo, a suo avviso. Si dileguava uscendo dalla finestra della sua camera al pian terreno, lasciandosi alle spalle vapore ed ire materne. Insieme a Marv formavano la coppia di guardie bianche più lente, litigiose, rompicoglioni, fallose e più forti che quel campetto all'aperto avesse mai conosciuto, e i loro compagni di colore non potevano fare altro che provare a saltare più di loro, schernendoli, schiacciare dopo piroette ed avvitamenti spettacolari, battere cinque nei modi più originali, ma quando si trattava di provare a fermarli non c'era proprio verso. Gli concedevano spazio e quelli tiravano e segnavano, gli stavano addosso e quelli passavano come nessun nero sapeva fare, pressavano e quelli penetravano e scaricavano dopo finte che il diavolo stesso, dopo numerosi clinics, ancora era lungi dal concepire. Mel era un tiratore mortifero, lento e macchinoso ma con un senso del ritmo ed una percezione della velocità dell'avversario degni di un giocatore veterano, a Marv invece piaceva andare a prendere posizione vicino al canestro quando era marcato da uno grande come lui. Col fisico e un po' di cattiveria agonistica riceveva la palla e allora sfoggiava un repertorio di movimenti atipici, finte, tiri sottomano, parabole altissime e improbabili carambole usando il tabellone che finivano sempre dentro. E gli amici a bocca aperta, massimo rispetto, cinque alto e pacche sul culo. E tanti dollari quando crebbero e cominciarono a giocare per scommessa...
on air/the moore brothers::air and I
Quando era un ragazzo che si grattugiava le ginocchia sull'asfalto del playground giocando a pallacanestro con i suoi amici del quartiere, rimaneva tanto di quel tempo, immobile, sotto l'acqua calda e col viso all'insù, a bruciare, che la mamma ogni volta doveva chiudere il rubinetto del boiler per farlo smettere. E poi gli urlava contro per troppo tempo, a suo avviso. Si dileguava uscendo dalla finestra della sua camera al pian terreno, lasciandosi alle spalle vapore ed ire materne. Insieme a Marv formavano la coppia di guardie bianche più lente, litigiose, rompicoglioni, fallose e più forti che quel campetto all'aperto avesse mai conosciuto, e i loro compagni di colore non potevano fare altro che provare a saltare più di loro, schernendoli, schiacciare dopo piroette ed avvitamenti spettacolari, battere cinque nei modi più originali, ma quando si trattava di provare a fermarli non c'era proprio verso. Gli concedevano spazio e quelli tiravano e segnavano, gli stavano addosso e quelli passavano come nessun nero sapeva fare, pressavano e quelli penetravano e scaricavano dopo finte che il diavolo stesso, dopo numerosi clinics, ancora era lungi dal concepire. Mel era un tiratore mortifero, lento e macchinoso ma con un senso del ritmo ed una percezione della velocità dell'avversario degni di un giocatore veterano, a Marv invece piaceva andare a prendere posizione vicino al canestro quando era marcato da uno grande come lui. Col fisico e un po' di cattiveria agonistica riceveva la palla e allora sfoggiava un repertorio di movimenti atipici, finte, tiri sottomano, parabole altissime e improbabili carambole usando il tabellone che finivano sempre dentro. E gli amici a bocca aperta, massimo rispetto, cinque alto e pacche sul culo. E tanti dollari quando crebbero e cominciarono a giocare per scommessa...
on air/the moore brothers::air and I
15 novembre 2005
carichi (indie)pendenti
una polluzione notturna è un po' come farsi l'amore addosso.
on air/the notes & the scratches::the hours
dogtraders::minister and man
on air/the notes & the scratches::the hours
dogtraders::minister and man
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