22 maggio 2009

make sense at all

che poi quando guardo di nascosto una donna che si guarda allo
specchio un po' mi viene da ridere
alcune controllano se i loro punti deboli sono così evidenti, altre,
invece, se l'abito valorizzi sufficientemente i propri pregi.
anche tu
quando lo fai ti viene allora due rughe strane sulla fronte
in verticale
proprio sopra la radice del naso
io invece mi scopro ad inseguirti nel cambio di direzione che morbida
fa la tua schiena per scendere giù, verso il bacino
a contare il tempo che passa tra la morbida consistenza dei capezzoli
ed il loro inturgidirsi
la pelle d'oca sotto i miei polpastrelli
ascolto in silenzio
attento
attendo
di sentirti sospirare per quel brivido che t'attraversa
quando la carezza è quella giusta
vedrei già la tua ruga in cima al naso scomparire
se le mie mani fossero il tuo specchio.


on air/
sinkane : : apache beat

1 maggio 2009

turn off, turnover (anche il silenzio è un ritmo)

In gesti
sciolgo pensieri
come dita pazienti nodi troppo stretti
senza abbandonare spazi e tempi sincopati
oriento il mio sguardo dentro,
col cuore che batte.
ed è ancora meraviglia.

on air/

the beat : : mirror in the bathroom

24 marzo 2009

non c'è nave, non c'è strada

il suo sguardo è un viaggio
attraverso il deserto delle mie possibilità
attento a dove mettere i piedi
non puoi più vedere il cielo.
poca luna negli occhi è come trappola
o catena
per chi come me ha imparato a scodinzolare
ma resta sempre un lupo.


on air/

deer tick : : still crazy after all these years (simon & garfunkel cover)

26 febbraio 2009

burnin'out

rovescia il suo caffè
si balbetta delle scuse
chiama se stesso ad alta voce
non si risponde e non le accetta.
neanche un capello bianco e mani callose che non sostengono più nemmeno una tazzina.
io continuo a giocherellare col mio cucchiaino e con l'idea che tutto andrà per il meglio.


on air/

nneka : : heatbeat

mojib : : paranoid android

12 febbraio 2009

even the rain

Non era il freddo,‭ ‬quantunque avesse la pelle d'oca,‭ ‬o la pioggia.
E non era nemmeno la consueta sensazione di qualcosa d'incompiuto,‭ ‬d'irrisolto,‭ ‬che lo assaliva rendendolo irrequieto ogni sera,‭ ‬tornando a casa.
Sulla pelle l'odore di sesso appena consumato,‭ ‬e lei che prima o poi avrebbe voluto un figlio,‭ ‬questo lo spaventava, ma non di più.‭ ‬A quasi quarant'anni,‭ ‬con un contratto a termine,‭ in ‬una stanza in sub-affitto da trecentocinquanta al mese,‭ ‬una laurea inutile quanto l'abilitazione all'insegnamento che non c'era e probabilmente non ci sarebbe più stato.
Rimaneva la sua casa,‭ ‬di proprietà,‭ ‬rimasta alla ex moglie.
Non era certo il freddo,‭ ‬tanto meno la pioggia.
Riandò con la memoria ai racconti del nonno,‭ ‬partigiano improvvisato,‭ ‬reclutato per caso a porta san paolo e si ricordò della luger presa ad un ufficiale tedesco ucciso dal fuoco amico.‭ ‬Quella pistola che il nonno aveva scelto di riconsegnare agli americani dopo l‭'‬8‭ ‬settembre.
Una liberazione a metà,‭ ‬ecco cos'era stata.‭ Ecco‬ cos'era quella sensazione di incompiuto.‭ ‬D'irrisolto.


on air/

radiohead : : down is the new up (acoustic)

john martin : : glory box

.. e c'è sempre da alzare il volume.

30 gennaio 2009

in ogni arcobaleno ci sono giorni di pioggia




amplive eccelle nell'arte del remix, neo-soul della bay area, california. insieme a Zion I
ha realizzato e fatto uscire un intero album, 8 tracce, di remix da sample di "in rainbows" dei radiohead. linee di basso ipnotiche, voli trip-hop, rap eleganti e sinuosi come in "15stepz", già postata qualche tempo fa.
rainydayz remixes in free download qui

18 gennaio 2009

re-noir

Il tacchino sfrigolava nel forno circondato da decisamente troppe patate. Dalla finestra attraverso le foglie di origano si vedeva mezza luna. Strano mistero di fronte, la scomparsa della signora che ci abitava.

E non era la prima che spariva in quel quartiere.
Milena si era ritrovata a riflettere sulla cosa, ipnotizzata dai suoi stessi pensieri aveva continuato a sbucciare tuberi a dispetto della quantità adeguata. Milena pensava di avere un brutto nome, troppo assonante con Milano, la sua città, che non amava affatto.
Si erano conosciuti qualche tempo addietro ad una cena, avevano contemporaneamente assaggiato il tanto decantato tacchino della padrona di casa, comune amica, incrociati gli sguardi e letto vicendevolmente negli occhi il disappunto per la pietanza. dopo cena, tra ciance e chiose, lui le aveva sussurrato

- la luna è piena stanotte, hai visto?

erano usciti insieme sul terrazzo, lui aveva ripreso

- hai occhi profondi 

- il cielo stellato sopra di me, dove la mia legge morale? ..

aveva pensato lei replicando subito

- direi più l'espressione di quella che il tacchino lo sa cucinare davvero..

pochi giorni dopo lo aveva invitato a cena, e per distrarsi dalla preoccupazione per un'eccessiva avventatezza, mentre cucinava si era fissata sul mondo fuori dalla finestra.
- strano mistero, la scomparsa della signora di fronte, e non è la prima ..

Corrado gli piaceva Milano e gli piaceva Milena, soprattutto le sue poche parole, il suo essere così diretta ed essenziale: sulla mail d'invito c'era scritto

- domani sera lo preparo io il tacchino, con patate croccanti. Libera la testa dai pensieri e concilia la conversazione..
al numero 20 di via dei frantoi, non sbagliare cucina, fra Liliana e Delfino, trovi Milena. -


Corrado era un radiologo e aveva una particolare abilità nel riconoscere l'essenza delle cose a partire da piccoli particolari, in più aveva un'immaginazione che andava ben oltre la semplice diagnostica per immagini. Stava fermo di fronte al portone a pensare

- i citofoni di nuova generazione si sentono anche di sotto, giù nel giardino. Dicono sia per motivi di sicurezza ma sono solo  stupide norme comunitarie, dell'invito a cena a casa di Milena lo sapranno tutti.
Lo saprà Liliana Donnini, lo stesso nome di battesimo di mia nonna, un nome antico, nobile e desueto.


con lo sguardo sull'elenco accanto al portoncino, cercò ancora.

- lo saprà anche Delfino Gardini, nome da serial killer

ipotizzò celiando dentro,

- il protagonista ideale per "amori in giallo". Un minuto sotto al portone e già sto cercando di blandire l'ansia.
pensò, poi prese in un solo respiro tutta l'aria del quartiere, la lasciò uscire fuori e suonò, tra sua nonna e un assassino.

- oddio! il citofono!
trasalì Milena,
- non voglio marinai che non abbiano paura della balena.. cosa c'entra adesso moby
dick? Milena! ..il tacchino! Ecco i suoi passi.. aggiungo solo un altro po' di sale, lingua di rospo e coda di serpente, poi chiamo a raccolta tutte le streghe.

Agitata anche lei per quel primo incontro, aveva lasciato la porta di casa appena accostata, non ricevette Corrado, si fece invece trovare davanti ai fornelli in cucina, lui la vide appena entrato nel piccolo ingresso. La curva dei suoi fianchi gli provocò una leggera vertigine e non riuscì a guardare altro.
Il koln concert di keith Jarret suonava ad un volume sommesso e discreto, ma faceva lo stesso il suo lavoro. Corrado salutò ad alta voce senza riuscire a dissimulare una profonda incrinatura nella stessa, lei si voltò sorridente poi chiuse le labbra a cuore per mandargli un bacio. Lui si avvicinò.
L'odore del tacchino al forno non riuscì a sviarlo da quello di Milena, mela, cannella e feromoni. Il suo cervello più antico e profondo era in corto circuito ed ebbe paura che esplodesse nel momento in cui, ormai vicinissimo, lei di nuovo si voltò e reclinato di lato il capo appena un po', mostrò un collo bianchissimo.
Le mani di Corrado giocarono per un tempo indefinito coi suoi fianchi, le labbra fecero appena in tempo ad accostarsi alla pelle tra il collo e i capelli quando nel petto la sentì immediatamente vibrare di un'onda che traversato il suo sterno come fosse acqua, gli arrivò dritta nel cuore. I lombi di lei si mossero lenti e profondi e si poggiarono a lui senza smettere di roteare.
Milena si girò, lo baciò sfiorandolo sulle labbra, si slacciò dalla vita il grembiule da cuoca, poi versò vino rosso e chiese
- cosa vuoi ascoltare? -
togliendo il cd dal lettore.
Corrado fece finta d'interessarsi ai dischi ordinatamente impilati nel raccoglitore, in realtà leggeva senza riuscire davvero a comprendere .. Balbettò una cosa insulsa sul vino, la letteratura e la musica che meglio ci si adatta, lei nel frattempo aveva messo su una cover di jimi hendrix, alzato il volume ed ora lo guardava divertita. Corrado provò a riprendere il controllo, si chiese se per caso non fosse una strega, si rispose che era comunque desiderabile. Ripiombato nel caos, buttò giù l'ultimo sorso e si affidò.

La musica che sentiva attraverso le pareti lo disturbava mentre ricontrollava meticolosamente i suoi attrezzi: guanti, fazzoletti, etere, set di coltelli da macellaio, sega elettrica smontata, oliata e con la catena ben ripulita.
L'odore dell'arrosto che si era sparso per tutto il pianerottolo invece mitigava il tanfo di morte che gli era rimasto addosso. Ora che anche la signora Liliana era scomparsa, e non era la prima, lui, Delfino Gardini era l'unico a sapere quante e dove ma soprattutto in quanti pezzi fossero ridotte.

- me ne daresti ancora? -
chiese Corrado
- vino o baci? -
replicò Milena, brutto nome, senza poi lasciarlo rispondere.
Provateci voi a parlare con la vostra lingua intrecciata a duello assieme ad un'altra.


on air/

rune rk remadoodle : : reckoner (radiohead remix)