11 giugno 2007

mind

Marylea portava sempre orecchini di bizzarra fattura che, ‬penzolando,‭ ‬raccoglievano anche le più minuscole stille di luce e le rimandavano brillanti tutto intorno.
‬pareva avesse un corto circuito perenne nella testa.‭
‬In effetti ai piani alti di TV corporation era considerata un vero vulcano e‭ “‬mind‭”‬,‭ ‬il nickname che Grant il BOFH‭ ‬le aveva subito attribuito,‭ ‬era davvero appropriato.
La prima volta che aveva visto Marv era stato un pomeriggio di primavera tarda, lei fissava dalla finestra la gente che passeggiava per il parco quando trafelato era entrato Mel nel suo ufficio.
- dove cazzo sono le liberatorie per le interviste di stasera‭? ‬-‭ ‬aveva urlato in preda all'ansia.
- Sono sulla tua scrivania da circa due giorni,‭ ‬Mel,‭ e per favore calmati ‬-‭ ‬aveva replicato lei,‭ guardando oltre le sue spalle per inquadrare meglio l'omone entrato subito dopo di lui.‭
Marv era in preda ad un attacco di inadeguatezza fuori del suo ambiente naturale ed aveva preso a balbettare qualcosa come‭ – ‬tranquillo amico,‭ ‬ti stà dicendo che è tu...tutto a...a....a posto‭ – ‬smise di balbettare quando notò che Marylea lo stava fissando.‭
‬Mel,‭ ‬dal canto suo,‭ ‬smise di agitarsi non perchè rinfrancato dalla notizia delle liberatorie pronte,‭ quanto sconcertato dall'improvviso silenzio del suo amico dietro di lui.‭ ‬Marylea riprese immediatamente possesso di quella imbarazzante dinamica e si presentò a Marv con un sorriso.‭
- oh..scusa Mary,‭ ‬lui è Marv,‭ ‬il mio amico che inchiostra devil alla marvel sulla quinta...ti avevo già parlato di lui‭? ‬-‭ ‬fece Mel.
- non mi sembra ma è‭ ‬comunque un piacere conoscerti..Marv.-‭  ‬continuò a guardarlo negli occhi,‭ ‬e a spargere attorno scintille dal cranio.‭ Marylea vedeva Marv fuori tempo e fuori luogo,‭ ‬di sicuro,‭ ‬ma quel ritmo unisono di neuroni lo sentiva oramai distintamente, come mai nella sua vita.‭  ‬
Con Mel aveva avuto una tresca leggera come pioggia d'estate,‭ ‬due anni prima,‭ ‬interrotta dalla tendenza di entrambi a guardarsi i piedi mentre camminavano equilibrandosi sulle rispettive vite,‭ ‬in poche parole la loro reciproca disposizione a cedere su alcunchè in favore della possibilità di qualcosa di duraturo era meno di zero.‭ ‬Qualcuno incolpa la città per questo,‭ ‬altri puntano il dito sulla voglia di emergere o sulla scuola che non insegna più nulla in merito a buoni sentimenti.‭ ‬entrambi sapevano di essere spiriti liberi e vogliosi di assaggiare il prelibato futuro ancora da cuocersi nel‭ microonde della loro esistenza.‭   

on air/melodium : : weird voices inside my head

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