31 dicembre 2008

sitting bull

camminava cadendo di continuo in maniera molto naturale, quasi fosse per lui un normale andare.
mi guardò
mentre lo guardavo
i segni sotto i suoi occhi non sembravano più rughe, erano invece pitture di guerra indiane.
si rialzò ancora una volta come se brandisse un'ascia dentro.


on air/

jeff buckley : : back in NYC (genesis cover)

26 dicembre 2008

you make me so real




quando improvvisamente si spensero i lampioni prima dell'alba la strada bagnata brillò di luce propria, così diffusa, così irreale, ogni singola goccia di pioggia non cadeva, pareva invece danzare portata dal vento freddo.
prima di prendere un caffè ogni singolo pensiero che mi passava per la testa era una stilettata tra le orecchie, un lampo  negli occhi, una scossa lungo la schiena ma camminavo diritto, a testa alta, per non dare soddisfazione a quella parte di me che continuava a torturarsi rifiutando di dormire, la notte.


on air/

meredith fierke : : make you real

25 dicembre 2008

skimmin' wheel

riservo un sorriso speciale
a chi scosta i capelli dagli occhi soffiandoli via
mi ricorda di te
di quando poi sorridevi.


on air/

bobby bare jr : : where is my mind

16 dicembre 2008

fall on me

metereosenziente
precipito insieme a tutta questa pioggia
trasciniamo via fango
goccia dopo goccia.


on air/

POZitve ORchestra : : smoke on the water

13 dicembre 2008

stato di calamità

il rumore di tacchi veloci sul selciato dietro di lui lo distolse da pensieri oziosi, si girò, la guardò.
vide solo un'espressione torva, estremamente contrariata. la bocca era una piega sul viso cogli angoli che guardavano in giù. due polpacci duri e muscolosi, segno di un andare sempre aggredendo la terra, facevano capolino dalla gonna, coi gomiti larghi tra i passanti, urtava spingendo e sbuffando. ogni tanto guardava il cielo con la fronte un po' più aggrottata.

"signora .. vabbene, ha ricominciato a piove, però .. è solo 'n pòdd'acqua!"

disse er Cicala, riprendendo immediatamente per i capelli i suoi pensieri dopo aver tirato su il bavero e sistemato meglio il cappelletto da baseball con la visiera al contrario sulla testa.



on air/

grant lee phillips : : so. central rain (rem cover)

8 dicembre 2008

racconto di natale





- giro per la città e vado come avessi il pilota automatico oramai, le strade le conosce lui, il traffico pure, sa dove svoltare prima ancora d'incontrare il muro di auto che aspetta sempre dietro l'angolo. gli piace guidare, mentre canto dentro le vecchie canzoni di elvis. ho un discreto vibrato sui toni bassi e un taxi bianco immacolato -

§


- .. lo stronzo! "chiamati un taxi, io non ti posso portare all'aeroporto, mia moglie sta per partorire .." scopa me poi tiene la mano alla moglie in sala parto .. pezzodimmerda! -

§


- c'avessi 'n TIR capirebbe pure che devi da fà le curve larghe, ma stai cor carello a fà la spesa a la coppe!* -

il signor ercole, tenendosi la gamba che cominciava a sanguinare attraverso i pantaloni, si rivolse duramente verso la signora gina, colpevole di averlo violentemente urtato mentre distratta dalle cose in "offerta speciale primo prezzo più basso di così non si può" girava l'angolo tra i pelati e la pasta fresca. dura la vita per una pensionata al minimo, vedova e senza la reversibilità, la testa perennemente occupata a fare conti. che non tornano mai. non tornano mai.

- oddio quanto me dispiace, 'spetti che provo a .. no mejo si chiamamo 'n ambulanza -

- signora, non si preoccupi - il direttore del supermercato prontamente scese dal suo trespolo dietro la vetrata dell'ufficio

- c'è già la panda dell'azienda fuori, lasci fare noi, bendiamo la ferita alla meglio e portiamo subito il signore al pronto soccorso .. è a nemmeno mezzo chilometro da qui -

contrita e dispiaciuta la signora gina uscì, fece appena in tempo a vedere all'angolo della strada una donna, molto bella, di quelle che gli uomini sbattono il muso contro i pali per girarsi e guardare. era agitata, talmente agitata da non accorgersi del pacchetto cadutole mentre saliva sul taxi. la signora gina si sbracciò per fermare il mezzo, provò ad attirare l'attenzione gridando, ma niente da fare. non le restò che raccogliere la piccola scatola infagottata in carta dorata e col fiocchetto sopra.

§


- a che ora ha il check in? -
- tra meno di due ore, crede che faremo in tempo? -
- è quasi natale e c'è traffico, ma .. lasci fare a me -

lei si lasciò finalmente andare ad un sospiro e poggiò le spalle al sedile, reclinò appena la testa indietro, guardò fuori le luci e la prima sera piena di macchine sulle strade.
lui fece un fischio interiore al suo pilota automatico, la guardò rapido dallo specchietto, cominciò a cantarsi elvis.

§


- ossantocielooo !! .. questo varrà almeno .. almeno non so, ma tanto, tanti soldi, oddiooo! -
la signora gina riuscì a non svenire in cucina dopo aver spacchettato un grosso bracciale d'oro e cominciò ad andare su e giù per il corridoio senza sapere cosa fare, rideva poi piangeva poi rideva ancora, si fermava un attimo, le mani sul viso, si stropicciava un po' gli occhi e ricominciava a camminare più svelta verso il bagno o la camera da letto.

§


- vorrei fare un prelievo se permette - disse il giovane medico di servizio al pronto soccorso
- perchè .. ? - chiese preoccupato il signor ercole
- ha un sangue molto denso, e l'elettrocardiogramma suggerisce l'analisi degli enzimi -
- ma .. -
- potrebbe essere in infarto silente, asintomatico, lei è diabetico? -
- sì .. ma crede che mi salverò? -
- mi lasci fare un prelievo, stia tranquillo ora, è in buone mani -

§


lui continuò a guardarla, era davvero bellissima e sperò per un attimo che il pilota automatico giocasse a suo favore arrivando in aeroporto troppo tardi, perché non avrebbe voluto lasciarla andare via, adesso.
lei s'accorse di aver perduto il regalo di natale che il suo amante tornato all'ovile le aveva lasciato sul comodino in camera da letto, incrociò lo sguardo del tassista nello specchietto e sentì dentro vibrare un suono basso, un'armonia che conosceva senza ricordare cosa fosse di preciso. 


* la coop (sei tu)


on air/

eels : : can't help falling in love (elvis cover)

infantArt : : sofia

7 dicembre 2008

time is tight

non sopportava l'idea di dover tornare per poi subito ripartire, preferiva allora restare nascosto a guardare le case e la gente, salutarli dentro di se, anche senza nemmeno un sorriso in cambio.


on air/

thao nguyen : : bag of hammers

obi best : : nothing can come between us



5 dicembre 2008

fulcrum one

ruoto
mi svincolo e m'abbasso
diffondono vettori
ondeggiando i baricentri costantemente inversi
e s'oscilla così
perché l'equilibrio è solo un'idea
si acquista perdendolo di continuo.

on air/

marta sui tubi : : 31 lune
(link temporaneo)

4 dicembre 2008

everything that dies someday comes back

albe scure si susseguivano invano
aveva giorni lievi davanti
che si dissolvevano
incrociando l'enigma del rosso
di tramonti così luminosi.


on air/

tom thumb : : atlantic city (springsteen cover)

2 dicembre 2008

feedback

un cane si morde la coda
come io ho paura di avere paura
ma lui non fa sul serio.
prediligo luci basse
bastevoli appena,
per non urtare il mio lato oscuro.


on air

ladytron : : destroy everything you touch (curtis vodka remix)

30 novembre 2008

niente cenere, è tutt'ora fuoco

è che ho un cuore saldo nel petto
aderente di legamenti forse un po' induriti dal tempo
per questo marta sui tubi in concerto mi vibrano così forte dentro.
di diverso c'è un pianoforte e un violoncello, sì
ma il suono è ancora più roccioso e potente e le parole tagliate senza badare a possibili imperfezioni.
muri di suono che crollano quando giovanni gulino intona vedrai, vedrai di luigi tenco, ricostruiti se possibile ancora più massicci quando al posto del ritornello che qualcuno fra il pubblico prova già a cantare, attaccano post.
non più gelida, il violoncello la rende come un ghibli caldo che graffia della tanta sabbia portata con sé, e stavolta io non ho sentimenti solo sensazioni risuona quasi come un grido di aiuto.
nel mezzo c'è brividi, spinte, un sorriso fisso sulle labbra e la gola in fiamme.
pensieri a sonagli mordono sul collo e poi più giù.

27 novembre 2008

smells like teen spirit

mandarino, basilico e origano
sfregali sulle mani
e annusa il nirvana
me lo ha insegnato il mio amico, quello che conosce l'odore del mare profondo e non si ricorda perchè.

on air

corporate love breakdown : : the national anthem (radiohead cover)

25 novembre 2008

new day rising (reprise)

quando esci di prigione fuori fa freddo.
e non è inusuale pensare al tepore confortevole della vecchia cella e desiderare di tornare, anche solo per scaldarsi un po'.
ma importante è resistere, stringersi in un abbraccio dovuto, sfregarsi le spalle, alitare sulle proprie mani, battere i piedi se serve.
per questo motivo molte pene terminano in inverno. all'alba.


on air/

leo blais : : all in all

calico horse : : idioteque (radiohead cover)

24 novembre 2008

into the bones




il cielo non ha porte
è una finestra che dà sul mondo dentro.
lei si muove sfiorando cose, persone e città
fa scintille
illuminando per un attimo quel che non può il cielo.


on air/

takka takka : : in the air tonight (phil collins cover) via stereogum

pop art by phil handsley

20 novembre 2008

15 passi

il primo passo alzò il volume
il secondo imparò a ruotare all'esterno
al terzo restò a guardare il cielo
il quarto decise di fermarsi lì a pensare
quinto comprese come tornare indietro
il sesto fu il più difficile perchè rimbalzò
e rimbalzò senza fermarsi mai, poi capì come
al settimo comprese di dover arrivare sempre dal lato debole, da dove nessuno se lo aspetta
l'ottavo venne l'inverno
il nono si sciolse la neve intorno
il decimo lo portò allo scoperto e vide il nemico in faccia
l'undicesimo passo lo condusse al riparo dal vento, e quando smise di soffiare
mosse guerra, con urla risonanti, percuotendosi il petto
selvaggio
il dodicesimo prese aria e si tuffò nel profondo, a guardare l'abisso e fu preda di mostri
il tredicesimo tornato in superficie, si lasciò andare, al mare e alle onde e fluttuò
il quattordicesimo, fu anch'egli, infine, onda
il quindicesimo passo lo fece sulla riva, la sabbia era calda e non sapeva se altri passi lo stessero aspettando, tantomeno dove lo avrebbero condotto, così si sedette, sorrise, prese il taccuino e ne scrisse di quindici.


on air

radiohead  & i.zion: : fifteen steps

il mio diamante più splendente

13 novembre 2008

a gentile richiesta

..del suicidatore, ecco il mio

suicidio n° xxx

(beep)
due gli interventi
(beep)
tre i bypass
(beep)
quaranta gli anni dei quali spesi in maniera vertiginosamente dissoluta
(beep)
almeno i due terzi tra fumo, alcool, coca, troie, feste
(beep)
e cibo. tanto e grasso..
(beep)
nonstante tutto sono ancora qui, su un letto d'ospedale
(beep)
immobilizzato tra macchine, tubicini e flebo
(beep)
lei entra quasi inosservata, molto camice bianco
(beep)
molto nera nei capelli e negli occhi
(beep)
molto specializzanda cardiologa mentre controlla i valori sul monitor e ripassa mentalmente nozioni di patologia muovendo appena le labbra rosse
(beep)(beep)
è bellissima
(beep)(beep)(beep)
penso che appena mi sentirò meglio potrei invitarla per un caffè assieme (meglio decaffeinato per me)
(beep)
penso al primo bacio
(beep)(beep)
alla prima volta che facciamo l'amore, io .. la prima volta che m'innamoro
(beep)(beep)(beep)
penso alla mia vita passata, ripasso io mentalmente, stavolta, i motivi per cui lei non dovrebbe stancarsi presto di me
(bee-beep)(bee-bee-beep)
penso, anzi, sento dolore
(beep)             (bee-beep)
il braccio, il collo, la bocca dello stomaco
(beep)(beep)(beep)       (beee-bee-beep)
nel petto
(beep)(beep)
sento dentro
(beep)(beep)(beep)
qualcosa che in maniera irreparabile
(beep)(beep)       (beeeeee-beep)
si rompe finalmente.



(beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee)



ingredienti:

una vita come non si dovrebbe
un amore non corrisposto
un cuore, per morire d'infarto



on air
elvis costello : : watching the detectives

12 novembre 2008

la 2a volta

words spill from a drunken mouth



rimase a lungo a fissare il soffitto, incantato, stremato, ubriaco. La visione periferica dei muri lo incatenava lasciandolo al contempo libero di galleggiare in una realtà ovattata e alcolica. disteso sul pavimento inutilmente cercò con un colpetto del dorso della mano di far rotolare una bottiglia vuota a sezione quadrata, ascolta il tuo corpo, il tuo respiro, la pancia e il cuore  si disse 
la ami ancora?
 
non fece in tempo a trovare una risposta, poté solo girarsi su un fianco e vomitare.

on air

funkadelic : : can you get to that

photo by flick-it

7 novembre 2008

holdin' U

ho trovato una tua foto
tra fogli e pugnali
se la norma è un sorriso
allora accusami d'irrequietezza
ma muovermi veloce
è il tuo rubare la mela, affamata.
 
on air
the pretenders : : back on the chain gang

5 novembre 2008

yes, we can

cioè..ci si può pure aspettare un rom al campidoglio?

on air

africa bambaata : : peace, unity, love & havin fun

1 novembre 2008

bread & lotus eaters

a fronte d'un certo numero di calici di negramaro è nato ieri sera il collettivo di scrittura cretina "the bread & lotus eaters", scopo del divertissement doveva essere quello di partecipare al contest di scrittura 100words
incipit non oltre le 100 parole per un racconto sul tema di  una generazione avanti, ma vista l'estrema complessità della registrazione, javascripts che non partono con firefox, l'apertura coatta di un nuovo blog, il regolamento che impedisce mashup e remix (pilastri delle nuove culture), i due componenti, il sottoscritto e lo stup, prendevano atto che forse, più che avanti, sarebbe stato meglio passare oltre..
questo è il loro lavoro, non colletti bianchi bensì i lettori decidano.
e, come dicono anche i muri, power to the writers, nel senso che nei commenti chi vuole continui il racconto, se ha coraggio.






the bread & lotus eaters : : una generazione oltre

Il faccione del sociologo, sostegno di enormi orecchie, spunta tra i tanti libri.
Dalle finestre luce autunnale. L'anziano cattedratico appare in forma nonostante l'ora.
Intervista via webcam sui mutamenti del costume italiano.
il vecchio satiro confeziona un trito di inesattezze storiche, banalità e malcelata libido quando racconta dell'avvento della minigonna:

"..italiane che non potevano nemmeno scoprire il ginocchio, ora mostravano carne financo a far presagire il sacro boschetto .."


on air/juliette commagere : : overcome




 

23 ottobre 2008

un cuscino profumato di te

un podcast che parla dell'amore

musica italiana & tom robbins/lo scopo della luna

share the podcast
share your love

peace

22 ottobre 2008

csoa's

- sgomberano i centri sociali

- eh..vabbè, ma dice che dentro ci hanno trovato armi

- ..mi puzza, mai vista una molotov fatta con la bottiglia del Veuve Clicquot


on air/lane lane : : innocent when you dream (tom waits cover)

poi

a volume esagerato

tom waits : : fallin' down

18 ottobre 2008

maratona di letture

stasera libreria rinascita di largo agosta
stillpoint legge tom robbins
altri leggeranno altro, si comincia alle 18,30 e non si sa quando finirà..






on air/sara lov : : my body is a cage (arcade fire cover)

update del giorno dopo:

"..ho scelto questo libro (tom robbins - lo scopo della luna, ndr) perchè mi piace come parla dell'amore..
anche se, e ne converrete, ritengo sia preferibile farlo piuttosto che parlarne."

un gelo inopinato calò sulla platea.

12 ottobre 2008

paura di essere umani

tutto ciò da cui stavi fuggendo torna come valanga più grande che
ti trascina al punto di partenza se vestirai vecchi difetti

costituiti per la maggior parte d'acqua
nel nostro stesso corpo
l'animo galleggia
fluttua alla deriva
col cuore pesante
talvolta
anneghiamo

sushi & coca - marta sui tubi, da sentire e risentire, un disco che vuole il loop
e che fondamentalmente risponde a certe domande di natura esistenziale con un laconico quanto tagliente "non so dove, ma arriverò puntuale"
un disco roccioso, da aggrapparcisi e da tenere stretto, di questi tempi
per non impazzire
per non vestire vecchi difetti
per non annegare




26 settembre 2008

D.O.

- ho l'esame e stanotte non ho dormito niente

- vabbè dài, è normale

- no, se sei l'insegnante

- ...


on air/dungen : : satt att se

21 settembre 2008

òi dialogòi

- grazie alla storia alitalia le ferrovie hanno incrementato i passeggeri del 15 % ..

- tre go' ala reggina..

- ..e guarda caso sta per partire cordero di montezemolo con le sue ferrovie private sulla tratta milano-roma..

- che poi mica era corpa de spalletti..

- ..l'ocse considera la scuola primaria italiana fra le migliori del mondo..

- erano i giocatori, tipo che aquilani spalletti dice che deve cresce, pure lippi dice che deve cresce, e pure donadoni diceva che deve cresce..

- ..e questi la vogliono sfasciare, tolgono il tempo pieno così i bambini dopo pranzo possono guardare un po' più di televisione..

- cioè, pe' mme aquilani saprà pure gioca' a pallone però..

- fanno una megadiscarica a due chilometri da un'oasi wwf..

- ..infinale deve da cresce

- e come se non bastasse mia moglie mi tradisce

- oddio..me dispiace, starai distrutto..

- chi ha segnato?


on air/passion pit : : sleepy head

14 settembre 2008

visto, si stampi (reclame)

coda all'ufficio postale, impiegata stanca e svogliata, penna che non scrive, mi cade il cellulare..
nonostante i presagi lo faccio:
non l'avevo mai fatto prima (e diciamo che ne andavo pure un po' fiero)
comunque
per farla breve
sottoscrivo una carta di credito postepay
di quelle che poi ci puoi fare i pagamenti via internet.
che ne so
hai trovato un facocero imbalsamato su ebay?
ti aggiusterebbe un po' il mood del soggiorno?
ci hai la postepay..
ma pure per comprarti un libro o un disco (har! har!) o il dvd di moana e cicciolina contro godzilla (le dimensioni contano).
a me francamente mi serviva solo per pagare la stampa di cielo blu elettrico
che adesso, oltre a leggerlo a gratis (scomodamente) sul monitor, si può pure comprare nella sua accattivante versione cartacea qui.

poi appena mi danno la data della presentazione alla libreria Rinascita, v'invito

on air/jose gonzales : : how low

10 settembre 2008

sabbia & coca-cola '08 (reprise)

ho scarpe che puntano a est, verso il mare, presumibilmente mosse da piedi desiderosi di sabbia, gli occhi bassi compensano il mio spirito che va su, su
ma è ancora un dolore profondo quello che sento di notte, quando sogno, quando riesco ad andare e ti volti a guardarmi.


prendo appunti oggi, sulla spiaggia del giorno prima che il mare ingrossasse impazzito. osservo dettagli, cose minime, mi godo l'odore forte, il suono delle dita passate sulle palpebre per togliere la salsedine, le orme fra le dune, una piuma di gabbiano portata sulle onde, l'asimmetria delle scapole alate di un tale steso al sole, la riga bianca sotto i glutei di una signora in sovrappeso. dovrà attendere l'inverno per riavere cromaticamente omogeneo il grosso culo.



fiori, colori e profumi non mi calmano più, questione di chimica -dicono-
questione di ritmo -credo-
di cuore che batte
respiri profondi
muscoli tesi
di piedi diretti ad oriente.


nell'aria calda si muovono lievi e sinuosi

burial : : archangel

elbow : : back in black (amy winehouse cover)

banjo or freakout : : archangel (burial cover)

4 settembre 2008

sabbia & coca-cola '08

mia figlia sull'altalena ritma le mie ansie
oscillano alte e veloci
troppoooo..


mi alzo
arreso
mentre passa la banda armata
di santo protettore e processione al seguito


giorno di nuvole, un cane abbaia e mi si acquieta accanto
giorno di carezze
di voglie che si rincorrono senza mai.
poi è tutta luna piena meno un po'


guardo la tua schiena bianca che s'allontana
sul bagnasciuga.
forse sono io che non ti seguo


l'uomo bianco dell'ombrellone accanto ha una gioconda tatuata sulla spalla, beve birra, rutta e parla ad alta voce dell'unico rumeno che vorrebbe nella capitale.
dalla spiaggia, lento, arriva l'uomo nero.
lui sulla spalla ha una borsa piena di libri di fiabe africane, ne compro uno e sulla battigia con un legnetto scrivo: "ripiamose okaka"


nell'aria mentre ricopio dal bloc-notes di questa estate

shirley bassey : : spinning wheel

amy winehouse : : rehab (live acoustic)

2 settembre 2008

romaCapoccia

- hai visto quello che ha appena messo in moto lo scooterone?

- quale?

- quello che parla al cellulare, con la maglietta rossa con la "D" di Devil..

- non è la "D" di Devil..

- ah no?..è quella della Disel?

- no, sta per Deficente..non ha tolto la catena dalla ruota..


on air/
fucked up : : baiting the public

sleepin in the aviary : : write on

23 agosto 2008

cubbéll & covill*

tutto ciò di cui ho bisogno
è tutto,
subito.

*niente e nessuno

7 luglio 2008

the explosion you might expect, never comes

diciamo che sì,
il fatto che ti sia appuntata l'indirizzo del mio blog, col rossetto, sullo specchio del bagno
mi fa un certo effetto.

a volte mi viene che dovrei saper urlare così

fucked up : : no epiphany

6 luglio 2008

scrivessi un libro

questa sarebbe la nota dell'autore:

Un libro di molti spazi bianchi, dedicati al lettore che volesse appuntarsi qualcosa, qualora le mie parole riuscissero a stimolarlo. Oppure scriverne di proprie, in assenza di un blocnotes.
Penso anche a coloro che inconsapevolmente restano intrappolati in ecoprassie come scarabocchiare mentre parlano al telefono, visto che lo scarabocchio ripetitivo risponde ad alcuni precisi impulsi psico-neuro-fisiologici: la tendenza a scaricare gli accumuli a livello del sistema nervoso, tramite la mano, riversandoli su un foglio. Questo, di solito, accade a persone molto presenti a se stesse, ben inserite nel mondo reale, in un certo qual modo riluttanti nei confronti della poesia, o comunque poco inclini al gioco, ivi compreso quello di parole. Inoltre la ripetizione grafica di forme geometriche molto precise, e sempre uguali, può indicare una certa testardaggine, la capacità di perseverare, il desiderio di costruire qualcosa di simile a un muro, il desiderio o l'aspirazione, in buona sostanza, a difendersi. In tal caso, alzo le mani prima io, avrete tanto bianco da riempire di ghirigori.
Infine auguro al lettore consapevole, quello che adesso sta leggendo queste righe magari al mare, spalmato di crema, adorno di cappello di paglia, occhiali scuri e cuffiette, quello che il libro lo ha acquistato, di usare lo spazio libero per prendere nota del cellulare della vicina di ombrellone..sì, la tipa carina assai, dài.. proprio quella che adesso vi sta sbirciando da dietro la settimana enigmistica.



joanna newsom : : the book of right on remix

3 luglio 2008

chat noir (epilogo)

la biondina ciancia con l'amica brutta e ordina l'aperitivo

- analcolico anche per te? -

chiede

- posso permettermi di prepararvi due chinotti con uno spruzzo di chinamartini? -

replico io

distratta dalla conversazione intrapresa accenna un sì con la testa, dice all'amica, infervorata, che ha in mente di aprire un blog,
fosse più attenta alle cose del mondo non lo farebbe
non lo direbbe davanti ad uno come me
non poggerebbe sul bancone il suo apple 12" bianco
fosse più attenta noterebbe la luce nei miei occhi
la luce assassina negli occhi del barista.

- io i blog li odio, guarda 'n po' -


air france : : collapsing at your doorstep

chat noir 8

*nota per l'archivio: lettera anonima giunta in commissariato, irrintracciabile il pony express, aggiungere al faldone "omicidio dell'aibùc"

era uno stronzo sociopatico, vecchio drogato, fallito e pure zecca, uno stronzo insomma, perchè solo uno stronzo poteva costringermi a non rivelarmi a lei, così bella, sexy, intelligente, sensibile. che poi la cosa che mi ha mandato maggiormente in bestia è stata la cazzata delle foto del fratello maggiore, a me mio fratello mi fa pure schifo, la moglie è una cozza, i figli dei rompipalle cosmici, non saprebbe mettere insieme due frasi di senso compiuto l'una accanto all'altra e c'ha la panza perchè beve troppo tavernello.
io lo capisco che non è mica facile, che un noir è un noir, che scrivere trame interessanti, intricate e appetibili per i lettori è un mestieraccio, ma io che c'entro?
farmi fare la figura del povero cretino depresso, del nerd che riesce ad avere relazioni sociali esclusivamente quando è protetto dietro un monitor e una tastiera.
io lo capisco che un noir è un noir e senza il morto non funziona
capisco pure che ormai muccapazza e l'avvenente sconosciuto incontrato sul metrò che poi si rivela essere il vicino di casa, ormai fanno coppia
capisco che ai lettori dispiacerebbe tanto se uno dei due morisse proprio adesso
quindi
l'unica
era che a morire fosse proprio lo scrittore di una storia così scema
lui, col suo cazzo di portatile bianco da fichetto.
io li odio i blog, guarda 'n po'.


club8 : : jesus, walk with me remix

chat noir 7

from: grufolo4ever@freemail.org
to: muccapazza@splinder.com

non mi piaccio
io
il lavoro che faccio
la mia vita
mica semplice la mattina sostenere il proprio sguardo allo specchio
quando la faccia che hai davanti esprime tutto il dissenso possibile nei tuoi confronti
mi piace invece quando scrivi
risponderti
il piacere sottile dell'attesa di un nuovo post
quando mi sorprendi e mi sorprendo nel trovare chiavi interpretative che sfuggono a tutti gli altri, talvolta anche a te
mi piace quando chattiamo
il suono di quando ti colleghi su messenger è per me come il campanello del cane di pavlov
si accende subito il cervello
mi si aprono le spalle
e finalmente mi piaccio
riesco a dire cose che mai avrei pensato di.
lo so che mento a me stesso, e anche a te, visto che le foto che ti ho mandato sono quelle del mio fratello maggiore, che lui sì che.
ma non m'importa, tutto purchè tu continui a stare con me, anche solo virtualmente
perchè mi piaccio
e riesco pure a dirti "sì, incontriamoci"
poi però torno a fare i conti con la realtà e mi rendo conto che io non sarò chi ti aspettavi, o che magari hai mentito pure tu
forse sei un uomo
o una ragazzina brufolosa.
così ho accettato anche per curiosità ma quando ti ho vista arrivare, con un libro nella mano destra e la borsetta a tracolla come convenuto per riconoscerci, mi sono sentito uno stupido.
eri bellissima, troppo per me, ho passato non so quanto tempo a pensare se fosse meglio andare via o provare ad avvicinarmi e salutarti, dirti chi ero.
sono riuscito solo a guardarti tutto il tempo, fino a quel -buona serata-
fino a quando sei scomparsa sotto le scale della metro.
mi dispiace, spero riuscirai a comprendere e magari pure a perdonarmi, vorrei continuare, anche solo tramite computer, a parlare con te.
vorrei continuare a piacermi.
un bacio


- stronzo mentitore -

lei finì di leggere, sorseggiò un altro goccio di aperitivo, poi annegò il disappunto sdraiandosi sopra il vicino di casa disteso sul divano cogli occhi chiusi. lo baciò leggera sulle labbra, la lingua riuscì a farsi strada nella bocca di lui, fecero di nuovo l'amore.




the shackeltons : : your movement

2 luglio 2008

chat noir 6

cercando nella borsa la chiave del portoncino di casa, le sembrò ancora di sentire il profumo dello sconosciuto del metrò.

- posso esserle d'aiuto? -

sussultò e si girò piano, ora il profumo poteva sentirlo senza possibilità di errore.

-abito qui anch'io, da qualche settimana..permette? -

lei senza fiatare si fece da parte appena, giusto per dargli lo spazio necessario ad aprire, nell'ascensore non riuscirono a staccarsi gli occhi l'uno dall'altra

- che piano? - chiese lei

- al terzo.. e se dovessi aver bisogno di due uova, un po' di zucchero o solo compagnia per un caffè potrò disturbarla?

- io sono al piano sopra il suo..e il caffè lo prendo amaro -

sorrisero, si guardarono ancora per il tempo di un piano.
chiuse la porta dietro di sé col tacco alto e rimase qualche secondo inebedita, le spalle poggiate allo stipite, gli occhi sognanti.
si spogliò ed entrò nel bagno per rinfrescarsi e a malincuore torgliersi di dosso quel che rimaneva dell'occasionale incontro, quando dal pc sempre acceso giunse l'avviso di nuova posta.

- si scusa per avermi dato buca? - ipotizzò, l'acqua scorreva sulla sua pelle togliendole di dosso anche quel poco astio di cui ora era capace.

dopo poco suonarono alla porta, indossò rapida gli abiti comodi che usava in casa

- un attimooo -

poggiò l'occhio allo spioncino, si ritrasse, riavviò i capelli, sistemò il vestito, infine aprì

- non è un po' troppo tardi per un caffè? o forse hai bisogno di zucchero.. -

- ho preparato un aperitivo mediamente alcoolico, una mia ricetta, vorrei una tua opinione -

- ho gusti particolari in fatto di aperitivi, ma va bene se lo beviamo qui da me -


club8 : : jesus walk with me rmx

1 luglio 2008

chat noir 5

- è andata via la scientifica? -

- ispetto' so' ripartiti adesso adesso, cristo quanto sangue dotto' -

- mi ha detto l'altro agente che l'arma probabilmente è un computer portatile ..? -

- pare de sì dotto', j'hanno spaccato la testa e la faccia coll'aibùc..dovesse vède come spiccava il sangue rappreso sul bianco dello chassis -

- ecchemmadonne ti metti a notare..dimmi piuttosto dei vicini, qualcuno s'è accorto di niente? -

- no, pare di no, c'era la roma in coppa..che jella de rossi il rigore sopra la traversa

- lascia stare, che altro sappiamo di lui?

- faceva lo scrittore, vita tranquilla, solitario ma preciso coi pagamenti del condominio e delle bollette, precedenti per possesso di fumo da giovane e un fermo nel '78 dopo una manifestazione all'università, divorziato, niente figli.. -

- tutto qui? -

-tutto qui..ah..no..aveva un blog -



violent femmes : : do you really want to hurt me (culture club cover)





27 giugno 2008

chat noir 4

quel calore che l'aveva invasa diventava liquido, un'onda ciclica che ad ogni fluttuazione le rendeva il respiro sempre più corto.
poi realizzò che quella sensazione non era il calore di lui, bensì tutta sua, interna, nascosta e tradita da labbra che volevano morsi o da un sospiro profondo che sarebbe potuto emergere da un momento all'altro.
fece scivolare gli occhiali scuri sul viso e si girò appena per guardare meglio l'occasionale amante.
jeans, camicia bianca, giacca di cotone nera, niente cravatta, borsa portacomputer in grembo, spettinato ad arte da una giornata di lavoro, occhi profondi e puntati su di lei

- oh mio dio -

andavano oltre l'oscurità delle sue lenti, sembrava che quello sguardo avesse compreso la situazione ma che al contempo rispettosamente chiedesse

- vuoi che resti? -

lei senza nemmeno accorgersene accennò appena un gesto di assenso e il gioco riprese in ritmo col suo respiro ormai rotto.
scesero alla stessa fermata, mentre lei si fermò davanti lo specchio della macchina delle fototessera per un rapido check, lui continuò su per la scala mobile.

- magari nemmeno si è accorto -

si disse guardandolo salire verso l'uscita

sorrise dentro e salì anche lei, seguendolo da lontano, dietro il suo profumo.


leo minor : : ashes to ashes

death cab for cutie : : world shut your mouth

chat noir 3

- una cedrata col punt&mes se c'è, altrimenti un biancosarti con limone e ghiaccio -

il barista la guardò meglio, piccola ma bella, sensuale, seduta da sola da troppo tempo ormai e con gusti in fatto di aperitivi decisamente retrò. l'aveva notata subito, il modo in cui metteva gli occhiali da sole sui capelli come fossero un cerchietto, l'espressione divertita mentre ingannava il tempo leggendo un libro, accendere l'ennesima slim con un minerva, scuotere lievemente la mano per spegnerlo.

- perchè non sei venuto? cos'è un gioco? devo preoccuparmi per te? per me? - pensò buttando fuori il fumo lentamente dalle narici, finì il biancosarti ormai annacquato, fece guadagnare al segnalibro qualche posizione, si alzò e prima di andare via salutò il barista augurando la buona serata.

l'uomo che l'aveva urtata per sbaglio mentre scendeva le scale della metro se lo ritrovò seduto accanto nell'ultimo vagone, il profumo era lo stesso. ma il precedente contatto casuale non l'aveva scossa come adesso, che la sua coscia sfiorava quella dell'uomo.

- calore, puro calore -

e profumo, e voglia di abbandonarsi a quel contatto

- non sa cosa si è perso lo stronzo stasera a non venire all'appuntamento -

rivalsa, voglia, calore, puro calore e profumo. lasciò che la coscia si rilassasse del tutto, aumentò la quota di pelle che toccava i jeans del tizio, e aumentò il calore, cominciò a diffondersi, a salire lungo la coscia, su fino al bacino e alla pancia.


girl talk : : set it off

chat noir 2

rileggeva il log di una delle ultime chiacchierate su msn col tipo che lasciava commenti sul suo blog. aveva dapprima cominciato come anonimo, cosa deprecabile, ma scriveva cose intelligenti, coglieva particolari nei suoi post, di cose che nemmeno lei.
pian piano gli accessi avevano preso quota anche grazie alle schermaglie nei commenti tra i due, una specie di post nel post, si era acceso l'interesse di una quota della blogosfera per questa UST, unresolved sexual tension, elemento focale della sceneggiatura di ogni serie televisiva che si rispetti, tra la blogger e il suo commentatore.
poi i rapporti avevano iniziato a svilupparsi tramite messaggi privati e successivamente messenger, scambi di scritti, idee, opinioni e, dopo un po', fotografie.

- certo che se è lui è pure attrente oltre che sveglio - pensava di fronte allo specchio intenta nel darsi un trucco leggero leggero.

- chissà dov'è l'inghippo, maturo, single, carino e intelligente. doti che tra loro non vanno d'accordo, magari è un maniaco, un killer seriale - si ripeteva controllando che il vestito le cadesse bene sui fianchi.

- oppure è solo un turlupinatore, sposato, figli, lavoro noioso, moglie altrettanto, calcetto il giovedì sera, la partita di coppa del mercoledì cogli amici e magari lava la macchina alla fontanella il sabato pomeriggio (dio mio, no!) - chiuse la prima stringa sul collo del piede. i tacchi alti erano le sue pistole, finiva di allacciare il cinturone.

- se va bene è divorziato, con figli, vive in affitto chè la casa se l'è tenuta la strega, salti mortali per pagare bollette ed alimenti, evita la morte civile girovagando tra i blog mentre è in ufficio - chiuse la seconda stringa, si rialzò di tre quarti chiedendosi se quei due chili in più fossero poi così evidenti e se fosse stato saggio accettare di incontrarlo quella sera per un aperitivo al bar di largo dei colli albani. si passò una mano dalla vita a scendere, per stirare il tessuto del vestito, per saggiare la consistenza dei fianchi chissà. uscì di casa senza darsi risposte.



earlimart : : song for



 

chat noir 1

grufolo4ever scrive: possibile che quando penso a te mi viene l'ispirazione per scrivere un racconto erotico?

muccapazza scrive: sciocco

muccapazza scrive: l'incipit?

grufolo4ever scrive: io e te su messenger

grufolo4ever scrive: io che ti scrivo che quando ti penso mi viene voglia di scrivere un racconto erotico, allora tu t'incuriosisci

grufolo4ever scrive: e cominci ad eccitarti

muccapazza scrive: mh..poi?

grufolo4ever scrive: ti stai già eccitando? :-D




the watson twins : : just like heaven

26 giugno 2008

gags

- dio come so' stanca..
- ?
- amo fatto gheg in palestra


- io insegno pancafit
- ah..sei una mezierista?
- macchè..guarda che ho votato alemanno io..


passenger : : do what you like

amos lee : : ease back

calico horse : : father feed me

24 giugno 2008

subliminalia

siamo tutti sulla stessa barca
grazie al cazzo se poi affonda

vorrei vederti sotto un'altra veste
che co 'sta gonna stretta è impossibile sbirciare

la vita è come le scale
sali
sudi
ansimi
perchè c'è sempre uno stronzo che ha lasciato la porta aperta dell'ascensore all'ultimo piano

numero 6 : : un segnale debole

qui tutto l'EP

22 giugno 2008

father & sin

esterno giorno, molto luminoso (* nota per il direttore della fotografia: smarmella, apri tutto)
padre e figlia tornano a casa dalla piazza dove imperversano banchetti di biologico, biodinamico, equo & solidale ma dove soprattutto c'è la fontanella.

figlia - mò a mamma che gli racconto che ho la canottiera zuppa e i sandali che gocciolano?

(aprire l'inquadratura dalle dita intrecciate dei due verso il sorriso bonario e comprensivo del genitore)

padre - che ne so..appellati all'articolo 5 della carta dei diritti del bambino

(staccare sul cane che piscia sul manifesto di forza nuova, poi in unico piano sequenza esaltare la luce negli occhi della piccola)

figlia - occhèi..dico che papà m'ha fatto un gavettone

(dissolvenza incrociata, su un gabbiano, un televisore rotto, un copertone abbandonato sul marciapiede, il treno che porta verso il mare dove il padre vorrebbe essere in quel momento, sfumate, insomma sul cazzo che volete voi, basta che non rompete più i coglioni allo sceneggiatore)


allison crowe : : crayon and ink

21 giugno 2008

hic & nunc (luca toni è un intruppone)

la giovane che cammina veloce verso la fermata dell'autobus, carica di borse e libri, probabilmente deve dare un esame all'università. non si accorge del lembo posteriore della gonna, già corta di suo, rimasto incastrato sotto la zainetto.
il piazzarolo che sistema l'ultima frutta sotto l'ombrellone, rimane incantato, cassetta di pesche tra le mani, occhi sgranati e bocca semiaperta.

- bbella de zzio..- sussurra

- viscido già de prima matina -

sibila la signora intenta a scegliere la frutta migliore senza togliere lo sguardo dal mucchio di ciliegie. è inconsapevolmente innamorata del fruttarolo, quantomeno segretamente, da anni. da quando è arrivata in questo quartiere poco prima di sposarsi. ci giurerei.


sam champion : : be mine everyone

sunset : : when perfect flame expires

soltero : : necromance

computer vs. banjo : : give up on ghosts

tutte via largeheartedboy

18 giugno 2008

bella lavanderina

scrivo 
fai un salto
cancello e riscrivo
fanne un altro
mi alzo
mezzo caffè
fai una giravolta
mezza sigaretta
falla un'altra volta
mi affaccio alla finestra
guarda in su, guarda in giù
ascolto e passione
cazzo vuoi ancora
dai un bacio a chi vuoi tu.


the harvey girl : : don't go stop

julie doiron : : so fast

the lord dog bird : : the gift of song in the lion's den

13 giugno 2008

c'è chi la vuole cotta
chi la vuole cruda
e chi la vuole tutta e subito
ma tanto non te la danno

le patate si lessino, si passino, s'impastino con sale e farina, si modellino in forma di cordone del diametro di mezzo centimetro, si tagli il cordone in segmenti regolari, li si riversi in acqua salata e bollente, si attenda il loro venire a galla e per quel che concerne gli gnocchi siamo a posto.
per la gnocca è tutt'altra storia.

del blog qualcosa ne capisco, della copula meno
vado sempre a capo
tuttalpiù metto una virgola

estratti dagli appunti per la conferenza "il blog finalizzato alla copula"


sigur ros : : gobbledigook 
qui per la registrazione e download

11 giugno 2008

- è ironia questa?
- sì
- me ne faccia un paio d'etti

- so' tre etti quasi, che faccio lascio?


calexico : : crystal frontier

6 giugno 2008

sogni di quando filtra luce

si era noi due fermi ad attendere che il semaforo ci lasciasse attraversare la strada mano nella mano (dita intrecciate, beninteso) avevo lo sguardo verso un tram distante, la bocca poggiata sulla tua spalla e cantavo attraverso il tuo maglioncino nero.
il calore del fiato era arrivato alla pelle, evidentemente
perchè stringesti un po' di più.
ma venne il verde


aimee mann : : thirty one today

shearwater : : leviathan bound 

1 giugno 2008

let it flows (autoanalisi biblica)

adesso che ci penso in casa mia c'erano un sacco di cose, cacciaviti, martelli, spine e cavi, un saldatore, la spianatora per la polenta, la lucidatrice, un trapano a manovella, la macchinetta per fare la pasta, una macchina per cucire singer appartenuta a mia nonna, compreso un infernale marchingegno per applicare i tappi alle bottiglie di birra da 3/4 riutilizzate per i pomodori. c'era di tutto fuorchè un libro.
o meglio, per me che da bambino divoravo qualsiasi cosa, da leggere ce n'era: l'enciclopedia per ragazzi "conoscere" che qualcuno aveva consigliato ai miei, l'enciclopedia per bambini "i quindici" molto in voga negli anni '60, ornai consunta da milioni di riletture, e l'"enciclopedia della donna" inizialmente ad esclusivo appannaggio di mia madre e che a seguito di ardite manovre diversive riuscii col tempo a fare mia (l'enciclopedia, obviously); anche se a tutt'oggi mi sfugge il senso della gran parte delle cose ivi descritte, dalle ricette delle pastasciutte dove la dannatissima panna la faceva da padrona, ad alcuni passaggi vagamente erotici concernenti tecniche di conquista/mantenimento dell'uomo da parte di donne da poco emancipatesi ma abbigliate, truccate ed acconciate in maniera improbabile e che già all'epoca, otto/novenne forse, mi parevano contro ogni umana tentazione.
credendolo funzionale alla mia idiosincrasia nei confronti della piscina, mio padre rimediò una sorta di manualetto in stile proto-for dummies dal titolo "saper nuotare", il cui incipit, "nuotare è facile come camminare", a mio avviso è una stronzata seconda solo alla frase "bisogna imparare a convivere con la mafia", e precede l'altrettanto cialtrona "256 kilobite di memoria saranno sufficenti per molto molto tempo" pronunciata da bill gates dopo il rilascio del DOS 6.0.
grazie a complesse manovre di aggiramento giunsi infine a mettere mano sull'ambitissima, spolveratissima (almeno una volta la settimana), altissima sull'ultimo ripiano della libreria del salotto, "enciclopedia medica": colma d'immagini truculente di corpi sezionati, arti smembrati, crani aperti corredate da altrettanto inquietanti didascalie descrittive patologie mortali o tristemente invalidanti, finchè uno zio, resosi conto del pericolo che correva la mia salute psichica mi regalò in serie "viaggio al centro della terra", "20.000 leghe sotto i mari", "il giro del mondo in 80 giorni" e l'intiera epopea della tigre di mompracem.
complice la contemporanea iscrizione al minibasket finalmente la mia vita onirica conobbe momenti decenti.
i libri di scuola mi piacevano, specie le antologie, anche se un po' meno che leggere tex, giocare a pallacanestro o lumare le pupe.
poi le cugine grandi e gli amici, anche loro più grandi di me, cominciarono a prestarmi i dischi, "linus" e riviste alternativissime tipo "muzak" o "re nudo".
il primo libro che ricordo di aver voluto, scelto ed acquistato in totale autonomia fu "porci con le ali" a 14 anni.

adesso alcune cose mi sono più chiare..

secret owl sociey : : walking life

qui tutto l'EP

29 maggio 2008

creep

il paese semplice chiede un prestito poi scommette sulla cempionslìg
è contento senza l'ici
'sticazzi se per l'asilo della figlia non c'è più un soldo
fa lo straordinario che con quello che risparmia di tasse
un paio di strisce a settimana in più da tirare ci escono
il paese semplice crede che pure lui c'ha l'x-factor
e quando ha paura suda
diventa cattivo
il paese semplice
assale in gruppo
balla di gruppo
il paese semplice gratta per vincere
io lotto
ogni giorno
spesso non torno vivo

the redskins : : keep on keepin' on
barenaked ladies : : fight the power (public enemy cover)

27 maggio 2008

check it out

dice che la prima volta che m'ha incontrato
le incutevo timore
dice che è perchè non rido mai
la tristezza spaventa
e da quando?
yo..

cypress hill : : lick a shot

de la soul : : ring ring ring

the roots : : act too

patrick ripoll : : just bring the noize (radiohead/public enemy rmx)


update:
bada...che fissa

23 maggio 2008

('sti) cats

PEE PEPEEEE PEEEEEEEEE !!!

.... SKKRRRIIIIIIII !!

MEOWWW !!

SFRATCH!


           ...


- oh..merda..!

- ma che hai fatto..? l'hai acciaccato..

- ..ehhh, non l'avevo visto..

- come non l'avevi visto..j'hai pure sonato..

- evvabbè..era 'n gatto

- ma sei 'n criminale..attraversava pure sulle strisce..

- sì..ma era nero


on air/chemical bros : : let forever be

20 maggio 2008

to be bop

certe volte guardo ma non vedo
ascolto ma non sento
come quando ti fissi a guardare le lancette dell'orologio
girano come dervisci rotanti
attraversando un'estasi più lenta
poi tornano,
puntuali.


on air/
john coltrane : : in a sentimental mood

17 maggio 2008

out of the blue, into the bar

into the bar:

nun succede..ma si succede..

i barbari se chiamavano così perchè parlavano male..barberttavano


out of the blue (ovvero, al mercato in maniera assolutamente inaspettata):

-maschio! ..ahò..!
-che d'è?
-guarda che pesce..tutto fresco, tiè..guarda 'ste mazzancolle, c'hanno l'occhi chiusi ve'?
-ehm..sì
-mica so' morte..queste dormeno
-..ah..


er cicala intruppa, zompetta e saltella munito di mazzancolle fresche, bandierone e sciarpetta giallorossi (perchè nun succede..ma si succede..) con

musiq soulchild : : people everyday (arrested development cover)

12 maggio 2008

I'm gonna call my home

co NO scenza
cosc I enza

come dire che tra anima e cervello ci sono una piccola negazione ed un'espressione di sorpresa, ma che alla fine il prodotto siamo proprio NOI

on air/scarlett johannson : :  anywhere I lay my head

9 maggio 2008

in treatment





paul è uno psicoterapeuta, si dice sia il migliore, ha una famiglia, una moglie, dei figli, ma soprattutto 50 anni. laura è una giovane e attraente anestetista paziente di paul da circa un anno. laura è nel mezzo di una relazione in crisi, di fronte all'ultimatum del fidanzato: sposarlo o lasciarlo. il problema vero però è che laura si è innamorata di paul...
ogni lunedì laura incontrerà paul nel suo studio, il martedì toccherà ad alex, il mercoledì a sophie, il giovedì ad amy e jake, tutti pazienti dai quali è impossibile non restare affascinati, inevitabilmente ci si appassiona alle loro vicende, ma il venerdì paul incontra la sua terapeuta, gina, e tutto cambia di prospettiva..
In Treatment è fatto con pochi soldi, un uso della camera minimale, così come minimale è la presenza di una colonna sonora, girato per la quasi totalità all'interno dello studio di paul, ma i temi trattati, la bravura di gabriel byrne (il mio preferito sui "soliti sospetti", almeno fino all'epilogo col famoso colpo di scena) e soprattutto i dialoghi scritti magistralmente ne fanno una serie televisiva innovativa, ad alto potenziale emotivo, ed io ne sono già schiavo, in lingua originale coi sottotitoli.

8 maggio 2008

sondaggio

si gioca lazio - inter, tifi:
1-lazio
2-inter
3-un meteorite

alternative al nuovo governo
un gastroenterologo agli interni, eccì alla salute.

faccio la danza dei meteoriti ascoltando ad altissimo valium

the hives : : back in black

4 maggio 2008

scoperte

l'uovo di colombo
in acqua calda
si cuoce

al concerto del 1° maggio elio m'ha commosso, sul serio
e questa è un vero anthem



28 aprile 2008

hypertear

in una città così imbarbarita
non sarà possibile nemmeno una guerra civile
e non è un ascensore a portarmi al piano B

una versione con quartetto d'archi che colpisce giusto
che poi ti senti un po' come san sebastiano

on air/bijork : : hypeballad (brodsky quartet version)

24 aprile 2008

beato come rana su una foglia di ninfea

quiete estrema di un'attimo
lo stillpoint è un'entità invisibile. deve quindi essere definito come un'entità immateriale.
la quiete estrema fra due alternanze cicliche.
pensato materialmente, rappresenta il silenzio delle fasi di espansione e retrazione di tutto il sistema vivente
lo zero assoluto
ma in questo zero si nascondono diverse proprietà,
che sono biofisiche e con un estremo riserbo ci indica la strada da seguire. in questo modo, nella nostra rappresentazione, è il più alto e assolutamente unico legame tra silenzio e percezione.
esso rappresenta il vettore della comunicazione informativa
quale ponte di conoscibilità fra stimolo e risposta.
è il trasporto di una "risorsa" da un punto all’altro del sistema.

lui la vede così
..e a me piace parecchio

on air/my brightest diamond : : inside a boy

17 aprile 2008

corporea ecceità

dicono che la sinistra non c'è più
per provare a me stesso e a tutti i compagni che non è vero, da stamattina ho cominciato a toccarli.
al signor gino del 5° piano che usciva a far la spesa, 'ho preso sottobraccio, la mamma del compagnuccio di scuola di sofia l'ho abbracciata e ad ogni comunista che conosco cerco di dare la prova tangibile e concreta della nostra esistenza, anche al di fuori di un contesto parlamentare..

- cioè? -
m'ha chiesto er cicala
-  sarei politicamente giustificato qualora palpassi il culo alla tizia del bar, quella colle sise grosse e che si veste sempre da zecca? -

on air/alexi murdoch : : all my days

16 aprile 2008

with your feet in the air

se veltroni, bertinotti, diliberto e tutti gli sconfitti da queste elezioni invece di girare in lungo e in largo il paese si fossero fermati a casa mia
gli avrei offerto il caffè ed un posto in prima fila affacciati in finestra
da lì avrebbero notato un paese reale
un paese che lavora sodo
eppoi al bar
o nel locale accanto
e investe nel proprio futuro
loro invece no
in giro nelle piazze
"pacatamente"
"ma anche"
e pure io
che vivo alla giornata
che lavoro ma potrei fare di più
che studio
ma quando mi rompo le palle mi fermo e mi godo la figlia
o un film
avrei dovuto investire sul futuro
come tutti gli altri..
quindi anche per me è tempo di rivedere certe posizioni
oggi ad esempio ho accettato un lavoro extra
quindi basta giocare con la figlia
basta entertainment
guadagno di più e quello che guadagno lo investo nel futuro
come da tempo sotto casa mia fanno tutti quanti.

a quanto la danno la roma che vince lo scudetto?

on air/john p. strhom : : where is my mind

12 aprile 2008

c'mon take a ride with me

gomiti sul tavolo
mento sul dorso delle mani
nel bicchiere sbeccato che ci tiene tanto
c'è un vino da poco
ha la faccia di quello che potrebbe chiudere gli occhi
massaggiarsi le tempie
e chiedersi se anche lui.
quanto il vino.


on air/therapy : : diane

poi aggiungo (e alzo il volume)

the exies : : once in a lifetime

10 aprile 2008

alta sopra la traversa

un vettore di forza che non si disperde nel movimento diventa materia.
un'emozione che non può diffondersi nella materia entra nello spirito.

clash covers compilation dedicata a daniele de rossi che alza le mani e abbassa la testa a fine partita, per ringraziare e scusarsi, non in segno di resa

kokolo : : the magnificent seven

afghan whigs : : lost in the supermarket

the fiery furnaces : : one more time

ed un podcast di coverville

captain tractor : : london calling   
should I stay or should I go? : : living colour
junior murvin : : police & thieves 
annie lennox : : train In vain  
matthew ryan : : somebody got murdered  
chumbawamba : : bankrobber

1 aprile 2008

mesoderma

nelle cose superficiali c'è il male
mostri negli abissi profondi
e noi lì
proprio nel mezzo

on air/penguin cafè orchestra : : perpetuum mobile

10 marzo 2008

pump up the valium

la pioggia di mattina
mitiga rimpianti
certo,
ma raffredda tutto il resto
l'importante
a volte
è alzare il volume


on air
the gutter twins : : idle hands

lota red : : black hole sun

29 febbraio 2008

elettrojoice : : balena





è un unico piano sequenza
eppoi io ci abito

27 febbraio 2008

flu

non è per il tuo magnetismo che mi affianco
solo
voglio conoscerti
e sapermi di più.

on air/

susanna & the magical orchestra : : condition of the heart

eugene francis jr : : poor me

alan cohen experience : : digital revolution

pulaski : : don't fade on me

laura reed : : what's goin on

infine visitate lei e vi manderà in mail il link per scaricare liberamente il suo intero EP, molto carino..

26 febbraio 2008

neosensibile


che poi diventa difficile svincolarsi da certi meccanismi, una volta entrati
tanto vale affacciarsi e restare lì
sulla porta
a guardare
come alle feste
da piccolo
"dài entra chè c'è la torta"
i bambini si divertono
c'è anche lei
la rossa della quinta
canti di sirene che ti rimbombano dentro
e non ne esci più

un paio di cosette
dstrict line di bob mould
e
bachelite degli offlaga disco pax
se nutrite curiosità per il titolo del post ascoltatelo

on air/bob mould : : the silence between us

12 febbraio 2008

(metem)psicosi

- perchè abbiamo così paura di morire?
- forse perchè c'è già successo?

on air/mark ronson : : just (rmx)

4 febbraio 2008

alfa bravo charlie don't surf

il fuoco è un cinema.
puoi starci le ore, seduto davanti ad un caminetto a guardarlo, vederci la storia degli uomini, sempre uguale, sempre la stessa.
ma quando invecchi tra fiamma e brace preferisci la seconda

jump, little children : : say goodnight


vendere poesie ai semafori

baustelle : : charlie fa surf


riparò sotto l'ombrello le cose successe, ma soprattutto, quelle mai accadute.
le pozzanghere rispecchiavano il freddo, tirato il bavero un po' più su, si guardò bene intorno. le scritte sui muri, un semaforo giallo intermittente, insegne luminose.
casa ancora lontana.
quando smise di piovere, un vento forte mischiò foglie ai suoi capelli e polvere agli occhi.
e finalmente pianse.

blake/e/e/e : : new millennium's lack of self

6 gennaio 2008

sunday sunny sunday

la fame d'aria mi morde mentre riemergo dal verde profondo dell'acqua del lago
rovi e macerie intorno e sole
lei m'aspetta distesa sul telo nell'erba
un filo d'aria fredda dalle montagne le muove i capelli
ha stelle negli occhi
io pelle bagnata
non ricordo per quale dei due rabbrividii

on air/
iron & wine : : my lady's house

saul williams : : sunday bloody sunday