27 giugno 2008

chat noir 4

quel calore che l'aveva invasa diventava liquido, un'onda ciclica che ad ogni fluttuazione le rendeva il respiro sempre più corto.
poi realizzò che quella sensazione non era il calore di lui, bensì tutta sua, interna, nascosta e tradita da labbra che volevano morsi o da un sospiro profondo che sarebbe potuto emergere da un momento all'altro.
fece scivolare gli occhiali scuri sul viso e si girò appena per guardare meglio l'occasionale amante.
jeans, camicia bianca, giacca di cotone nera, niente cravatta, borsa portacomputer in grembo, spettinato ad arte da una giornata di lavoro, occhi profondi e puntati su di lei

- oh mio dio -

andavano oltre l'oscurità delle sue lenti, sembrava che quello sguardo avesse compreso la situazione ma che al contempo rispettosamente chiedesse

- vuoi che resti? -

lei senza nemmeno accorgersene accennò appena un gesto di assenso e il gioco riprese in ritmo col suo respiro ormai rotto.
scesero alla stessa fermata, mentre lei si fermò davanti lo specchio della macchina delle fototessera per un rapido check, lui continuò su per la scala mobile.

- magari nemmeno si è accorto -

si disse guardandolo salire verso l'uscita

sorrise dentro e salì anche lei, seguendolo da lontano, dietro il suo profumo.


leo minor : : ashes to ashes

death cab for cutie : : world shut your mouth

chat noir 3

- una cedrata col punt&mes se c'è, altrimenti un biancosarti con limone e ghiaccio -

il barista la guardò meglio, piccola ma bella, sensuale, seduta da sola da troppo tempo ormai e con gusti in fatto di aperitivi decisamente retrò. l'aveva notata subito, il modo in cui metteva gli occhiali da sole sui capelli come fossero un cerchietto, l'espressione divertita mentre ingannava il tempo leggendo un libro, accendere l'ennesima slim con un minerva, scuotere lievemente la mano per spegnerlo.

- perchè non sei venuto? cos'è un gioco? devo preoccuparmi per te? per me? - pensò buttando fuori il fumo lentamente dalle narici, finì il biancosarti ormai annacquato, fece guadagnare al segnalibro qualche posizione, si alzò e prima di andare via salutò il barista augurando la buona serata.

l'uomo che l'aveva urtata per sbaglio mentre scendeva le scale della metro se lo ritrovò seduto accanto nell'ultimo vagone, il profumo era lo stesso. ma il precedente contatto casuale non l'aveva scossa come adesso, che la sua coscia sfiorava quella dell'uomo.

- calore, puro calore -

e profumo, e voglia di abbandonarsi a quel contatto

- non sa cosa si è perso lo stronzo stasera a non venire all'appuntamento -

rivalsa, voglia, calore, puro calore e profumo. lasciò che la coscia si rilassasse del tutto, aumentò la quota di pelle che toccava i jeans del tizio, e aumentò il calore, cominciò a diffondersi, a salire lungo la coscia, su fino al bacino e alla pancia.


girl talk : : set it off

chat noir 2

rileggeva il log di una delle ultime chiacchierate su msn col tipo che lasciava commenti sul suo blog. aveva dapprima cominciato come anonimo, cosa deprecabile, ma scriveva cose intelligenti, coglieva particolari nei suoi post, di cose che nemmeno lei.
pian piano gli accessi avevano preso quota anche grazie alle schermaglie nei commenti tra i due, una specie di post nel post, si era acceso l'interesse di una quota della blogosfera per questa UST, unresolved sexual tension, elemento focale della sceneggiatura di ogni serie televisiva che si rispetti, tra la blogger e il suo commentatore.
poi i rapporti avevano iniziato a svilupparsi tramite messaggi privati e successivamente messenger, scambi di scritti, idee, opinioni e, dopo un po', fotografie.

- certo che se è lui è pure attrente oltre che sveglio - pensava di fronte allo specchio intenta nel darsi un trucco leggero leggero.

- chissà dov'è l'inghippo, maturo, single, carino e intelligente. doti che tra loro non vanno d'accordo, magari è un maniaco, un killer seriale - si ripeteva controllando che il vestito le cadesse bene sui fianchi.

- oppure è solo un turlupinatore, sposato, figli, lavoro noioso, moglie altrettanto, calcetto il giovedì sera, la partita di coppa del mercoledì cogli amici e magari lava la macchina alla fontanella il sabato pomeriggio (dio mio, no!) - chiuse la prima stringa sul collo del piede. i tacchi alti erano le sue pistole, finiva di allacciare il cinturone.

- se va bene è divorziato, con figli, vive in affitto chè la casa se l'è tenuta la strega, salti mortali per pagare bollette ed alimenti, evita la morte civile girovagando tra i blog mentre è in ufficio - chiuse la seconda stringa, si rialzò di tre quarti chiedendosi se quei due chili in più fossero poi così evidenti e se fosse stato saggio accettare di incontrarlo quella sera per un aperitivo al bar di largo dei colli albani. si passò una mano dalla vita a scendere, per stirare il tessuto del vestito, per saggiare la consistenza dei fianchi chissà. uscì di casa senza darsi risposte.



earlimart : : song for



 

chat noir 1

grufolo4ever scrive: possibile che quando penso a te mi viene l'ispirazione per scrivere un racconto erotico?

muccapazza scrive: sciocco

muccapazza scrive: l'incipit?

grufolo4ever scrive: io e te su messenger

grufolo4ever scrive: io che ti scrivo che quando ti penso mi viene voglia di scrivere un racconto erotico, allora tu t'incuriosisci

grufolo4ever scrive: e cominci ad eccitarti

muccapazza scrive: mh..poi?

grufolo4ever scrive: ti stai già eccitando? :-D




the watson twins : : just like heaven

26 giugno 2008

gags

- dio come so' stanca..
- ?
- amo fatto gheg in palestra


- io insegno pancafit
- ah..sei una mezierista?
- macchè..guarda che ho votato alemanno io..


passenger : : do what you like

amos lee : : ease back

calico horse : : father feed me

24 giugno 2008

subliminalia

siamo tutti sulla stessa barca
grazie al cazzo se poi affonda

vorrei vederti sotto un'altra veste
che co 'sta gonna stretta è impossibile sbirciare

la vita è come le scale
sali
sudi
ansimi
perchè c'è sempre uno stronzo che ha lasciato la porta aperta dell'ascensore all'ultimo piano

numero 6 : : un segnale debole

qui tutto l'EP

22 giugno 2008

father & sin

esterno giorno, molto luminoso (* nota per il direttore della fotografia: smarmella, apri tutto)
padre e figlia tornano a casa dalla piazza dove imperversano banchetti di biologico, biodinamico, equo & solidale ma dove soprattutto c'è la fontanella.

figlia - mò a mamma che gli racconto che ho la canottiera zuppa e i sandali che gocciolano?

(aprire l'inquadratura dalle dita intrecciate dei due verso il sorriso bonario e comprensivo del genitore)

padre - che ne so..appellati all'articolo 5 della carta dei diritti del bambino

(staccare sul cane che piscia sul manifesto di forza nuova, poi in unico piano sequenza esaltare la luce negli occhi della piccola)

figlia - occhèi..dico che papà m'ha fatto un gavettone

(dissolvenza incrociata, su un gabbiano, un televisore rotto, un copertone abbandonato sul marciapiede, il treno che porta verso il mare dove il padre vorrebbe essere in quel momento, sfumate, insomma sul cazzo che volete voi, basta che non rompete più i coglioni allo sceneggiatore)


allison crowe : : crayon and ink

21 giugno 2008

hic & nunc (luca toni è un intruppone)

la giovane che cammina veloce verso la fermata dell'autobus, carica di borse e libri, probabilmente deve dare un esame all'università. non si accorge del lembo posteriore della gonna, già corta di suo, rimasto incastrato sotto la zainetto.
il piazzarolo che sistema l'ultima frutta sotto l'ombrellone, rimane incantato, cassetta di pesche tra le mani, occhi sgranati e bocca semiaperta.

- bbella de zzio..- sussurra

- viscido già de prima matina -

sibila la signora intenta a scegliere la frutta migliore senza togliere lo sguardo dal mucchio di ciliegie. è inconsapevolmente innamorata del fruttarolo, quantomeno segretamente, da anni. da quando è arrivata in questo quartiere poco prima di sposarsi. ci giurerei.


sam champion : : be mine everyone

sunset : : when perfect flame expires

soltero : : necromance

computer vs. banjo : : give up on ghosts

tutte via largeheartedboy

18 giugno 2008

bella lavanderina

scrivo 
fai un salto
cancello e riscrivo
fanne un altro
mi alzo
mezzo caffè
fai una giravolta
mezza sigaretta
falla un'altra volta
mi affaccio alla finestra
guarda in su, guarda in giù
ascolto e passione
cazzo vuoi ancora
dai un bacio a chi vuoi tu.


the harvey girl : : don't go stop

julie doiron : : so fast

the lord dog bird : : the gift of song in the lion's den

13 giugno 2008

c'è chi la vuole cotta
chi la vuole cruda
e chi la vuole tutta e subito
ma tanto non te la danno

le patate si lessino, si passino, s'impastino con sale e farina, si modellino in forma di cordone del diametro di mezzo centimetro, si tagli il cordone in segmenti regolari, li si riversi in acqua salata e bollente, si attenda il loro venire a galla e per quel che concerne gli gnocchi siamo a posto.
per la gnocca è tutt'altra storia.

del blog qualcosa ne capisco, della copula meno
vado sempre a capo
tuttalpiù metto una virgola

estratti dagli appunti per la conferenza "il blog finalizzato alla copula"


sigur ros : : gobbledigook 
qui per la registrazione e download

11 giugno 2008

- è ironia questa?
- sì
- me ne faccia un paio d'etti

- so' tre etti quasi, che faccio lascio?


calexico : : crystal frontier

6 giugno 2008

sogni di quando filtra luce

si era noi due fermi ad attendere che il semaforo ci lasciasse attraversare la strada mano nella mano (dita intrecciate, beninteso) avevo lo sguardo verso un tram distante, la bocca poggiata sulla tua spalla e cantavo attraverso il tuo maglioncino nero.
il calore del fiato era arrivato alla pelle, evidentemente
perchè stringesti un po' di più.
ma venne il verde


aimee mann : : thirty one today

shearwater : : leviathan bound 

1 giugno 2008

let it flows (autoanalisi biblica)

adesso che ci penso in casa mia c'erano un sacco di cose, cacciaviti, martelli, spine e cavi, un saldatore, la spianatora per la polenta, la lucidatrice, un trapano a manovella, la macchinetta per fare la pasta, una macchina per cucire singer appartenuta a mia nonna, compreso un infernale marchingegno per applicare i tappi alle bottiglie di birra da 3/4 riutilizzate per i pomodori. c'era di tutto fuorchè un libro.
o meglio, per me che da bambino divoravo qualsiasi cosa, da leggere ce n'era: l'enciclopedia per ragazzi "conoscere" che qualcuno aveva consigliato ai miei, l'enciclopedia per bambini "i quindici" molto in voga negli anni '60, ornai consunta da milioni di riletture, e l'"enciclopedia della donna" inizialmente ad esclusivo appannaggio di mia madre e che a seguito di ardite manovre diversive riuscii col tempo a fare mia (l'enciclopedia, obviously); anche se a tutt'oggi mi sfugge il senso della gran parte delle cose ivi descritte, dalle ricette delle pastasciutte dove la dannatissima panna la faceva da padrona, ad alcuni passaggi vagamente erotici concernenti tecniche di conquista/mantenimento dell'uomo da parte di donne da poco emancipatesi ma abbigliate, truccate ed acconciate in maniera improbabile e che già all'epoca, otto/novenne forse, mi parevano contro ogni umana tentazione.
credendolo funzionale alla mia idiosincrasia nei confronti della piscina, mio padre rimediò una sorta di manualetto in stile proto-for dummies dal titolo "saper nuotare", il cui incipit, "nuotare è facile come camminare", a mio avviso è una stronzata seconda solo alla frase "bisogna imparare a convivere con la mafia", e precede l'altrettanto cialtrona "256 kilobite di memoria saranno sufficenti per molto molto tempo" pronunciata da bill gates dopo il rilascio del DOS 6.0.
grazie a complesse manovre di aggiramento giunsi infine a mettere mano sull'ambitissima, spolveratissima (almeno una volta la settimana), altissima sull'ultimo ripiano della libreria del salotto, "enciclopedia medica": colma d'immagini truculente di corpi sezionati, arti smembrati, crani aperti corredate da altrettanto inquietanti didascalie descrittive patologie mortali o tristemente invalidanti, finchè uno zio, resosi conto del pericolo che correva la mia salute psichica mi regalò in serie "viaggio al centro della terra", "20.000 leghe sotto i mari", "il giro del mondo in 80 giorni" e l'intiera epopea della tigre di mompracem.
complice la contemporanea iscrizione al minibasket finalmente la mia vita onirica conobbe momenti decenti.
i libri di scuola mi piacevano, specie le antologie, anche se un po' meno che leggere tex, giocare a pallacanestro o lumare le pupe.
poi le cugine grandi e gli amici, anche loro più grandi di me, cominciarono a prestarmi i dischi, "linus" e riviste alternativissime tipo "muzak" o "re nudo".
il primo libro che ricordo di aver voluto, scelto ed acquistato in totale autonomia fu "porci con le ali" a 14 anni.

adesso alcune cose mi sono più chiare..

secret owl sociey : : walking life

qui tutto l'EP