27 febbraio 2005

26 febbraio 2005

forma & sostanza

oggi penso più alla forma, smanetto, smucìno, e smadonno, naturalmente. tolgo il dippiù dal blog, sperando sia più leggibile, se non altro. eppoi la rana al posto del papavero mi sembra più appropriata, anche se quegli occhi rossi un po' m'inquietano. datemi feedback, ne abbisogno. non è serata.

24 febbraio 2005

reward $ 1,000

la mia taglia è quella dell'ultimo maglione acquistato da mio cognato e, subito dopo, lavato da mia suocera.

23 febbraio 2005

uh...

"ho cominciato a fare musica da sola, in segreto, poi timidamente l'ho lasciata scorrere fuori, verso il pubblico". e già mi piace.

22 febbraio 2005

un cielo sempre piùbblù

ascoltai rino gaetano dalla prospettiva sghemba e sgraziata dei miei 14 anni, la prima volta. si capiva che a tenerlo a mente ci si giocava il futuro dei rapporti con  le ragazze, a quei tempi umberto tozzi cantava " tiamoti aaamo" e tutte ci cascavano, come le pere. così, in alternativa, mi proposi con l'archetipo del maledetto, col fascino del perdente, senza neanche saperlo. springsteen e radiohead ne avrebbero cantate le gesta anni dopo. comprai jeans usati e camicie a scacchi da portare fuori, ampie, e converse di tela con cui sbucciarmi sereno le ginocchia su un campo di pallacanestro, d'asfalto e pelle di ginocchia d'altri adolescenti come me. fu tutto così naturale, nella sua complessità. a domande tipo -se mio fratello è figlio unico, allora sono già morto?- cercavo risposte nel cimitero di spoon river, e nelle memorie di mio nonno, vecchie tessere del piccì, fotografie di prima della guerra, pennini e calamai e soprattutto vecchie lettere ingiallite. ma a certe domande si risponde solo con altre domande, che innalzano il livello, certo, ma che girano sempre in tondo. come una conchiglia. una perfetta conchiglia, fragile e stinta, fuori dal suo elemento naturale, inutile senza un contenuto vivo da proteggere. che ogni passo sia il cammino tutto, è una cosa bella da pregare. e da qui, da questa poetica visione, innalzarsi verso altre poesie che non si vuole pubblicare, e che invece, nel mio modo di vedere le cose, dovrebbero esser lette. così come pulsatilla dovrebbe scrivere ancora, perchè forse nessuno le ha detto che una volta sui muri c'era scritto: una risata vi seppellirà

on air/dave matthews band/crush

21 febbraio 2005

il dottor sax

soffia forte quanto vuoi-scrivi in profondità, pesca in profondità quanto ti pare,se soddisfi per primo te stesso, il lettore non mancherà di ricevere la scossa telepatica e l'eccitazione-significato dettate dalle medesime leggi che operano nella sua mente di uomo.
scrivi con eccitazione, velocemente, coi crampi da penna o battitura secondo le leggi dell'orgasmo.

jack kerouac - scrivere bop (lezioni di scrittura creativa) trad. silvia ballestra

stride il respiro nella nebbia
arabescando in aria soffice come dopo l'amore
si divincola il suono dal rumore
come il figlio dal padre
terreno madido dove affondare le mani
la mia anima nei capelli di lei
neri assorbivano sole.

on air/thelonious monk::off minor

20 febbraio 2005

ecologìa: nessuno tocchi il coregone..one...one...one (4/4)

Tutto quel rimestar d'ipotesi e complotti mi aveva smosso un certo appetito e m'avviai col cinese sotto braccio alla pizzeria a taglio del centro commerciale: " Sono arancini quelli?" "Ne vuole uno in bianco o col sugo?" Mi chiese di rimando la pizzettaia, svogliata.
"In bianco, grazie..quant'è?"
"uneurevventi.."
"uneurevventi!? ma sono duemilaquattrocentolire!"
"..no..è "uneurevventi..se vuole lo rimetto via.."
"ecco..brava..proprio così, non lo voglio!"
Un terribile senso di frustrazione mi colse, forse la fame, il continuo pensiero rivolto alla sorte del pesce, il costo esagerato d'un arancino in bianco..non saprei, ma lo sgomento s'aggiunse sommandosi, quando vidi che la panchina sulla quale qualche minuto prima sedevo a risolvere il mistero del libro cifrato, era stata occupata da tre strani individui. Due uomini e una donna, mi guardavano fisso, parlottando tra loro, improvvisamente la donna s'alzò e mi raggiunse con tre passi veloci.."Le dispiacerebbe sedersi insieme a noi?" Chiese suadente.
"Non fidarti, ricorda che anche la donna dalla voce più flautata e sexy della terra, subito dopo il matrimonio avrà in testa bigodini e strane idee, e querula ti chiederà di portarla all'ikea.." Mi dissi.
"Non abbia paura, sappiamo che cerca delle risposte." Insistette lei.
Mi avvicinai a loro e mi misi seduto, preoccupato ma curioso.
"Io sono Placida, e loro sono Effe e Gonio, e tu vuoi sapere del coregone, nevvero?"
Annuii, facendo contemporaneamente un gesto di cortese saluto ai due, col risultato di procurarmi una fitta alla cervicale, colpa mia che voglio sempre fare troppe cose tuttinsieme.
"Io sono Gonio, origine di tutte le cose" Disse il più anziano dei due con voce profonda.
"Ero allergico ai peli di gatto e così starnutii" Continuò. "Dal mio sternuto nacquero altri dei, minori sevvogliamo."
Un moto di beatitudine m'invase tutto, cazzo, stavo parlando con un dio, dopotutto.
"Non fare quella faccia da ebete!" Aggiunse rimproverandomi Effe. " E stai attento chè non è mica facile.."
"Nacque così Thrust, il dio dello scrocchio, manipolatore di menti." Riprese Gonio.
"Lui invece era allergico alle graminacee e da un suo starnuto ad ovest nacque il coregone, a contrastare il male rappresentato dal pesce persico, dall'altro ad est, talmente forte che uscì anche qualche goccia di sangue, nacquero i pesci rossi in Cina." Perfezionò Effe.
La Placida signora mi prese la mano, come a rincuorarmi: "Il coregone vince sempre, di qui il nome dei persi_ci, ma ora c'è qualcuno che uccide il coregone...certo, morto un coregone se ne fa sempre un altro, ma l'altro è un coregtwo e non è la stessa cosa."
Restai basito di fronte a quell'insolita interpretazione dell'eterna lotta fra bene e male, ma non feci intempo a basirmi del tutto quando, d'improvviso, spuntò di fronte a noi un esagitato, una specie di squatter coll'Ibook bianco da 12" sotto il braccio, la penna dietro l'orecchio ed una miriade di fogli dattiloscritti e corretti a penna che svolazzavano allegri alle sue spalle: "Basta! Finitela con questa storia! Nessuno Tocchi il Coregone altro non è che la veste pubblica di una loggia supersegreta, e deviata: la "Confraternita dei mosci". Un gruppo di erotomani, dediti ad ogni possibile deviazione sessuale che, al solo scopo di reclutar adepti, si fa parasole col N.T.C. Tramite il simbolico linguaggio del mondo pescaiolo e venatorio si sonda il terreno per poi proporre il tesseramento e chiedere l’adesione alla "Loggia dei mosci". L’entrata e l’accesso al club, che prevede un misero esborso di denaro, è subordinata al reclutamento di tre giovani vergini per ogni nuovo adepto, da deflorare durante il rito di iniziazione. Il nuovo adepto, al grido di "A me l’imene, viva il Coregone", liba la prima giovin donzella, la seconda si dovrà offrire al Presidente della loggia e la terza sarà tutta del membro anziano (mi si perdoni il calembour). Il culto del Coregone, al quale è dedicata l’associazione, si rifà ad un antichissimo mito celtico-latino che voleva associato al bizzarro personaggio, il Coregone, a metà tra una divinità ed un onanista, la possibilità - invocandolo - di avere erezioni poderose e fascino irresistibile."
"Macchissei?" Chiesi. "Lui è Spiritum, sempre a rovinarci le feste." Rispose sbuffando, visibilmente scocciato Effe.
"Dài, ragazzi..andiamocene, c'hanno scoperto anche stavolta." Fece stavolta Gonio con un filo di voce.
"signore...? signoooreee?..ehi..si sente bene?" Una mano mi scrollava la spalla, di fronte a me non c'era più Spiritum, col suo Ibook e i fogli e tutto il resto, ma un'inserviente del centro commerciale col grembiule d'ordinanza.
"E' sicuro di star bene? Se ne stà qui, tutto solo a parlottare di pesci e semidèi...e poi è così pallido, vuole che le chiami qualcuno? oppure un bicchier d'acqua?"
Era terribile scoprire che in realtà avevo sognato e che non c'erano mai stati complotti, nè dèi raffreddati, tantomeno semidèi da invocare al posto del viagra.
Mi misi sottobbraccio i libri, cinese incluso, e m'avviai sconsolato e un po' intronato verso casa, dove un piatto caldo di minestra ed un letto nessuno me l'avrebbe negato. Poi, la folgorazione.
Ma in definitiva cosa costa sperare che in qualche oscuro recesso di un lago montano, viva ancora un pesce, in perenne lotta contro il Male, che se invocato possa esser d'aiuto nei problemi di coppia, e che, tuttosommato, sia fratello di muco dei miei amati pesci rossi?
Fu così che fingendo di essere ancora in trance da centro commerciale, lanciai un grido, rimbalzante d'echi fra corridoi e negozi. Un grido di libertà, di rivolta, affinchè il bene prevalga sempre, le erezioni poderose pure, per la libertà di scrivere sui blog, epperchè di farmi le canne o d'andare all'ikea, in verità, non mi va per niente ..."Nessuno tocchi il coregooonee...one...one...one.." (fine)


Wanda: "...non so ancora chi sono nè dove vado, ma finalmente sò da dove vengo..."
Gerardo: "..che schifo..dal mocciolo d'un dio..cellhai una cartina lunga?"
 

19 febbraio 2005

ecologìa: nessuno tocchi il coregone..one...one...one (3/4)

"Il truce assassinio del cane di Bates" di Robbie Branscum, "collana il battello a vapore..un libro per ragazzi, oh cavolo! ho fatto tutto questo casino per un libro per ragazzi", pensai immediatamente consolato dal fatto che quantomeno fosse scritto con caratteri idonei alla mia incipiente presbiopìa. Cominciai quindi a sfogliarlo e, rimasi male del fatto che alcune parole, anzi alcune porzioni di parole, fossero scritte in grassetto. Improvvisamente mi balenò il pensiero che qualcuno, qualcosa, il fato, un cinese o lo stesso fantasma del cane di Bates, volesse lasciarmi un messaggio in codice. Presto estrassi taccuino e parker bianca, quella delle occasioni speciali, chessò un assegno, una raccomandata, la compilazione della schedina l'unica volta che giocai al lotto.
E comiciai a compilare..."Il sole cocente dell'Arkansas mi picchiava sulla testa e sulla schiena, battendo a picco sul corpo sopra il quale ero inginocchiato. Il terreno rovente mi bruciava sotto i piedi e sulla palme delle mani." L-A-S-C-I-A-T-E-S-T-A-R-E-I-L...altre pagine segnate in egual modo non ve n'erano eccezion fatta per l'ultima: "Qui giace il cane bates suicidatosi con la propria bocca per eccesso d'ingordigia. La verità sulla sua morte è stata scoperta dal suo padrone." Spirito, burlone, agente segreto o chiunque fosse stato a lasciare quel messaggio cifrato era comunque uno stronzo, ma si può, mi chiedo, far andare un lettore direttamente all'ultima pagina di un giallo, così rivelando chi è l'assassino? Comunque era ormai di fondamentale importanza per me in quel momento scoprire chi e perchè stesse importunando il C-O-R-E-G-O-N-E. (continua)

wanda: "...ma..?"
gerardo: "sì, è pazzo..però voglio vedere dove va a parare.."

ecologìa: nessuno tocchi il coregone..one...one...one (2/4)

Piccolo e giallo, dal dorso compattato da almeno altri dieci libri il doppio di lui, mi guardava da sotto l'orrendo foco che ne avrebbe fatto di quella pila. sosteneva il peso di parole invendute, di erronee strategie di mercato editoriale, occhieggiava sofferente in cerca di qualcuno che lo togliesse da quell'imbarazzante compressione cartacea. Con calma e perizia riuscii a far cadere sui piedi della commessa addetta alla pesa, Fulvio Tomizza, Carlo Sgorlon e l'opera omnia della dottoressa Tirone (quella della triade più bestemmiata degli anni '80 insieme a Rosanna Lambertucci e S. Maria Goretti), prima di riuscire ad estrarlo. Scusatomi rapidamente con la sventurata, raccolti i libri crollati e sistematili alla bellemmeglio (si scriverà così?), presi in consegna casualmente altri due tomi, insieme al piccoletto giallo, che chiameremo "il cinese" per brevità e in onore a Cofferati. "Arcipelago web" di David Weinberger, mi sembrò subito la chiave di volta per attirare le attenzioni della signorina coi capelli biondi, un vestito scollato anni '50, calze velate nere e scarpe da femmina, che nel frattempo stordiva i clienti del reparto "dvd al litro, vuoto a rendere", col suo profumo celestiale e diabolico al contempo. Mentre "il cammino della magia" di Deepak Chopra me lo ritrovai inopinatamente fra le mani. "ohh..lei ha trovato Deepak Chopra!" fece la bionda mentre cercavo un posto libero sullo scaffale per rimetterlo a posto. Avevo infatti  pensato che quel libro oltre ad avere un titolo discutibile, avesse anche una copertina brutta di libro fantasy per ragazzi brufolosi e ipomotori di troppa playstation. E mi accingevo a ributtarlo nel mezzo. Le sue parole furono una scudisciata, preso nel vortice di un repentino rewind, seppi solo dire: "Non ho mai letto nulla di suo, ma me ne hanno parlato bene, eppoi pesa poco.." "Lo sa che è considerato il più grande profeta del benessere corpo-mente-anima?" Continuò lei: "Lui è un medico indiano...ma ha studiato e vive tutt'ora in America."  "Questo non lo nobilita di certo, ma lo leggerò.." Risposi, consapevole di giocarmi qualsivolesse chance di conquista della bionda, ma contestualmente liberandomi d'un fardello. Lei disgustata mi voltò le spalle preferendomi "Nuove Tecniche per un'ottima zuppa canavesana" di suor Gertrude in edizione cartonata. Decisi così di ritirarmi in buon ordine alla volta della cassa e successivamente di una panchina libera, non lorda di mozzarella e pomodoro, dove in santa pace poter soddisfare la curiosità che il cinese vieppiù mi suscitava.
Manu si chiederà: "Ma..il coregone?" In realtà i fatti che mi han portato ad urlare nel corridoio del centro commerciale "nessuno tocchi il coregone...one...one..one!", con risonanze eco_logiche, sono in effetti così complessi e strutturati, che mi sa che non ce la faccio ad esporli neanche con un altro post. (continua)

18 febbraio 2005

ecologìa: nessuno tocchi il coregone..one...one...one (1/4)

talvolta, non facendo uso di sostanze psicotrope, decido che è il caso di stonarmi un po' ed allora mi dirigo deciso al centro commerciale sotto casa. tutte quelle luci, lo scarto esistente tra la frenesia delle persone e le scelte musicali atte esclusivamente a mettere l'acquirente nelle migliori condizioni psicologiche per fare acquisti, la massiccia dose di radiazioni elettromagnetiche cui mi sottopongo nel reparto elettrodomestici, creano in me uno stato di alienazione, un gap. come quando ci si accorge della pausa funzionale tra l'atto espiratorio e la successiva inspirazione. in quella pausa mi ci accoccolo, mi ci annullo, quasi, e miriadi di immagini senza alcun apparente senso mi affollano quietamente. epifanìe e lampi, intuizioni bislacche e voglia di pescare nel torbido. mi viene da pensare che il metronotte sia l'unità di misura del buio, che la dinamite sia invece un'infiammazione esplosiva, che la diminuizione del coregone nei nostri laghi stia producendo nient'altro che coreghi, e via di questo passo, incerto e barcollante peraltro. l'altro giorno, mentre ero assolutamente intriso di pausa, gaudente nel mio sbandamento autoindotto, coadiuvato da svendite e saldi, mi si parò davanti il massimo che un cercatore di perle nel porcile possa mai desiderare: il banco dei libri venduti a peso. (continua)

15 febbraio 2005

one of these days

ero piccolo ed era la prima volta che li vedevo. mia cugina, quella più grande, quella carina ma tanto, me li aveva fatti ascoltare su disco. l'immagine di roger waters che picchiava sul gong davanti al sole, su un televisore ancora in bianco e nero, mi colpì.
rivedo la scena a distanza di trent'anni, stavolta a colori, in qualità digitale, con sofia sulle gambe che s'agita a tempo e gradisce. uno di questi giorni, sembra dirmi, mi ci porti a vedere i vulcani? 


on air & tv/pink floyd a pompei::director's cut

14 febbraio 2005

rock'n'ROLLIN BECKER

La luna si muove lenta, ma attraversa la città
sottile energia liquida che bagna recessi nascosti
distaccato ora guardo
neutrale ascolto
e sono solo io a negoziare il mio tempo e il mio spazio
il rumore di fondo del sangue nelle tempie s'acquieta già
scende il respiro fin dove incontro la terra
trampolino insaguinato per il cielo
tagliente di mille guerre
e più rasoi
risale passivo il diaframma
che separa il desiderio dal dolore
lo spleen s'accomoda
mi fascicola l'anima, vibra senza volere ormai
zitti tutti!
solo i tessuti sanno.
 
on air/ronin::nada

12 febbraio 2005

l'isola di EM

crocifiggermi da solo
per aver portato sulle spalle
croci & delizie
inclino la testa a sinistra
il cuore mi tira giù
risuona una vertebra malmessa.

on air/tori amos::crucify

10 febbraio 2005

riflessioni e bollebblù

 Wanda: "Nuoti agitato..a che pensi?"
Gerardo: "Ai vantaggi politici di rimettere il 53 nell'urna di Venezia in campagna elettorale."
Wanda: "...ah.."

6 febbraio 2005

iron and wine

scelgo ferro e vino, l'essenza di elementi fondanti per il genere umano. al pari dell'acqua o di quel fuoco che scalda anche le mani di un assassino, che non discrimina, ma spaventa le bestie feroci e per questo, rassicura. possiamo solo godere del suo calore, della sua protezione, possiamo solo mettere altra legna oppure patire freddo e paura.
 prediligo strade difficili, pioggia d'estate e sole basso, d'inverno, quello che acceca chi guarda in prospettiva, così perdendo l'eternità di un attimo prossimo e inaspettato.

(on air/black hole sun::soundgarden)

4 febbraio 2005

solo i tessuti sanno

è un modo datato di stare in piedi, quasi prossimo alla scadenza, il mio
sposto il peso di qua e di là
storto come un olivo
ma oscillo ancora
mi adatto
non cerco più di essere al mondo
piuttosto di viverlo, il mondo
spostandomi con lui
seguendone i cambiamenti d'umore
anzi, anticipandoli
post_ura che può dire tanto delle persone
la mia dice che è meglio riposare un po'..