25 aprile 2005

&20

le amiche di maria
sabato sera a teatro ho visto un musical dal titolo nunsense, gioco di parole tra nun (suora) e nonsense: cinque suore mettono su uno spettacolo per raccogliere fondi, e fin qui niente di strano..altre ben più famose storie si dipartivano dalla medesima premessa.
cinquantadue suore muoiono per colpa della suora addetta alla cucina rea di aver preparato un letale consommè a base di finocchio, la madre superiora, sopravvissuta casualmente insieme ad altre quattro consorelle acquista contemporaneamente 48 esequie e un proiettore per il convento, si rende successivamente conto che i soldi per le ultime quattro sepolture non sono sufficenti e non trova di meglio che sistemare temporaneamente i cadaveri delle sventurate nel congelatore..ma l'ufficio d'igiene incombe, servono subito i soldi per cavarsi d'impaccio. suor maria regina, madre superiora delle piccole sorelle del certosino zelo, ha un debole per le luci del palcoscenico, e per gli effetti di strane droghe nelle quali s'imbatte casualmente. suor maria uberta, responsabile delle novizie, gentile ma rigorosa, canta con voce possente e con venature soul. suor robertanna è la suora "di strada", sia perchè è la preferita dai ragazzini delle periferie suburbane, sia perchè è nata e cresciuta nelle strade, gran voce. suor amnesia, giunta al convento senza aver nessuna cognizione della propria identità, colpa di un crocefisso cadutole sulla testa, cerca di ricostruire il suo passato, cantando e duettando con un pupazzo-suora che anima da ventriloqua. infine suor maria leonella, la novizia, che attraverso la danza cerca di accostarsi a dio. questi i personaggi protagonisti di una commedia musicale off-broadway messa in scena nell'85 a new york, tradotta e rappresentata in più di venti paesi, in scena al flaiano di roma. io ho riso dall'inizio alla fine, sofia incantata e tutto il teatro s'è davvero spellato le mani per queste cinque talentuose ragazze. chissà se replicheranno a roma oltre il 30 aprile, e se riusciranno ad avere contratti da altre parti, si parla forse di milano, se così non fosse sarebbe un peccato perchè davvero meritano..

devils & dust
lo stup ha anticipato il mio regalo di compleanno facendomi trovare sotto una bottiglia di corona, birra da femmine, l'ultimo di bruce springsteen. che dire? m'è piaciuto, sia la birra che il disco, subito, al primo ascolto, al primo sorso. qualcosa di nuovo ed al contempo noto, blues che emerge prepotente tra note mascherate di country, voce inusualmente in falsetto, a tratti. atmosfere disegnate con una vecchia chitarra acustica, piccole pennellate d'armonica, un lavoro che non è di un folk singer, tantomeno di un rocker, non è tom joad nè nebraska, anche se nel medesimo filone acustico. al solito springsteen si apprezza di più se ascoltato in viaggio, aspetto quindi un ascolto su strada, più attento e ripetuto, aspetto i testi tradotti, per dare un giudizio completo, intanto è un bel lavoro,  da sentire bevendo una birra leggera e fresca.

devils & dust/2
i biglietti del concerto del 6 giugno costano un occhio, il palalottomatica (cambia il nome ma l'acustica è la stessa del terribile palaeur) non garantisce un ascolto decente. decido di rinunciare al boss, magari gli stessi soldi li investo per gli arcade fire a milano il 24 maggio.

25aprile1945
il rumore dei mezzi americani che arrivavano dalla tiburtina si sentiva dalle terrazze, innaffiate di sole, tra lenzuola bianche e stese ad asciugare. quel giorno bastò girare lo sguardo, rivolgendosi verso la piazza davanti la chiesa, per vedere l'ultima uniforme grigia di un soldato tedesco impaurito, sgusciare tra macerie e tavole di legno. in fuga, a piedi. finalmente. (da un racconto di mio padre piccolino)

5 commenti:

  1. utente anonimo26 aprile 2005 13:10

    ti abbraccio, siempre. :-) manu

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  2. Concordo cone te su bruce ... era tempo che un suo cd mi obbligava ad un continuo ed entusiasta riascolto

    per parafrasare un mio commento su una com sparsa sul web " ha la virtù di non sottolineare i momenti rock con un estenuante picchiare di piatti"

    C

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  3. Gli Arcadefire a Milano... quasi quasi...


    Besitos!

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  4. è un grande privilegio ascoltare "la storia" da chi l'ha vissuta, fa comprendere il valore della memoria



    il palalottomatica è una vera tragedia, chissà che miracolo sembrava che dovessere fare e invece...!

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