26 ottobre 2006

supersonic

c'era un tempo in cui, dopo aver messo su il vinile, non avevo la presunzione di poter dire se un disco mi piacesse o meno se non dopo averlo ascoltato per l'intero pomeriggio. mentre studiavo lasciavo che i suoni mi attraversassero lasciandomi dentro frazioni, atomi del disegno globale, del loro senso compiuto, finchè pian piano qualcosa dentro mi diceva che quel disco era bello davvero.
i milanesi ellissi nel cerchio mi hanno riportato con la memoria a quei giorni insieme all'esigenza di riprendere tempo e fiato.
non aspettarsi nulla dal primo ascolto è l'unico approccio possibile, solo lasciar fare.
alle esplosioni sonore, ai controtempi, ad una voce immatura, forse, ma dalle grandi potenzialità. 
solo dare il tempo di emergere a piccole scintille nascoste nei testi

schiva tutti i colpi inferti dal destino
vedi di trovarti un angolo
magari in uno sgabuzzino
non avvicinarti mai ad un'eiaculazione
costa fatica
movimento
forse un'umiliazione
onestamente credo che l'attrito dia soddisfazione
meglio magari raschiare
rischiare
un'abrasione

dentro lunghi brani progressive.
forse sbaglio o esagero, ma questo disco è un piccolo gioiello.

on air/ellissi nel cerchio::interferenze

3 commenti:

  1. quante ore passate a sognare all'ombra dello stereo... ma perchè il tempo passa e tutto diventa piccolo? niente LP niente piatto piastra cavi casse e mobile per contenere il tutto.. ora.. sti cosetti freddi... bello il testo.. proverò ad ascoltare da qualche net point... se ti dico che stamattina avevo nelle orecchie il passo der giaguaro der piotta??? :-D

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  2. Mi hai ricordato i tempi in cui avevo pochi dischi/cassette a disposizione e li ascoltavo ripetutamente, indefessamente. Bel monicker, quasi ipnotico.

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