7 giugno 2005

verso est

 







Il suo collega mise la mano di taglio sugli occhi per ripararsi dagli ultimi raggi del sole ormai basso: "Hai mangiato?" chiese.
"Qualcosa...mia moglie mi ha preparato arancini e asparagi, mi prendo un caffè a Isernia e domattina a Termoli cornetto e caffellatte.."
"Buon viaggio allora, ci vediamo dopodomani.."
"Anche a te..ci vediamo."
Assaporò la sensazione di abbandonare il suolo caldo del Bus Terminal, infuocato da una intera giornata di sole, e salì sul suo mezzo.
Prima di togliere i ray-ban gettò uno sguardo dallo specchietto verso i passeggeri. Gli piaceva sapere che tipo di persone viaggiava insieme a lui, attraversando l'italia verso oriente. Voleva avere una rapida visione d'insieme, una sorta di istantanea da riportare alla mente una volta disteso nel suo letto, il mattino successivo.
La nonna e il nipotino già addormentato e spalmato su di lei, tre studenti con le occhiaie e i capelli sporchi, un operaio o un contadino forse, dalle mani grandi e la camicia a scacchi a contenimento, stentato, di un collo esageratamente taurino.
Difficile dire dove avesse imparato l'arte d'immaginare storie partendo dai piccoli particolari rubati in un'occhiata veloce. Tutti i conducenti possiedono la capacità di "leggere" in una frazione di secondo la situazione e reagire in tempo, per evitare un ostacolo, per non frenare bruscamente o solo per mantenere un'andatura fluida e costante. Lui, da quella lettura, ne cavava personaggi e trame.
La bella signora in quarta fila spompinava serena e sensuale un mottarello, con lo sguardo fisso attraverso il finestrino, case illuminate e tralicci sarebbero stati presto in movimento.
L'autista percepì netta l'invidia delle due suore sedute alla fila accanto, vogliose di gelato o di chissacosa.
Finalmente disteso nel suo letto, avrebbe cercato un momento di rilassamento totale, come quando si è ancora svegli ma il corpo è già addormentato. Fase ipnagogica, la chiamano, per lui, semplicemente, il momento in cui l'immagine si sarebbe articolata in un racconto, magari nella storia della giovane donna in fondo all'autobus, piccoli segni agli angoli della bocca, vestiti sgualciti, come una bella pianta dalle foglie assetate, intristite perchè la pioggia ancora non scende.
Affatto turbato di poter schiudere le labbra al bacio bugiardo delle apparenze, l'immagine si sarebbe mischiata con tutta la strada verso l'alba, avrebbe lasciato che nella sua mente si confondessero asfalto, volti, righe di mezzerìa, piccoli gesti, guardrail, il rallentare al casello dell'autostrada e i colori smorti dei vestiti dei viaggiatori, nella notte alla guida del suo pullman.
"So' lavorato 'na vita" sembrava avere scritto sulla fronte il vecchio seduto in mezzo, nella fila di sinistra. Essere lavorato da una vita, il volto allungato da rughe verticali, le cicatrici di una fatica inevitabile, il destino che alcuni si portano addosso, indossandolo con dignità.
La donna che lo osservava in silenzio, accanto a lui, guardò il cielo ormai rosso, poi l'orologio. Allora rilassò la fronte, perchè di sera, quando si riarmonizza la nostra ombra con i pensieri del giorno, questi, rapidi, ci si vanno a nascondere, pensò l'autista. Girò lo sguardo davanti a lui, tolse gli occhiali e accese il motore. Il tempo di scaldare meccanismi consueti poi la partenza, verso est, verso il suo racconto. finalmente.




9 commenti:

  1. utente anonimo7 giugno 2005 15:12

    Ah ah, (forse) sono la prima a leggerlo!!! ;) il primo comment, di certo. lo so, ultimamente mi esalto per poco. ma tant'è. bravo still, l'idea dei pensieri che si rifugiano nell'ombra alla fine del giorno è davvero bella e la sento molto mia. ciao!

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  2. utente anonimo7 giugno 2005 15:14

    ps. i'm your friend of STILLNESS

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  3. ..io avevo letto la versione sacripantesca... ma ti hanno censurato?!!...

    bel susseguirsi di fotogrammi come il passare rapido delle cose attraverso lo schermo di un finestrino.. :)

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  4. Bello Stillie...passeggeri.

    E gli sguardi che ci si scambia ai semafori con i passeggeri delle macchine allineate vicino a te? Uno sguardo che dura pochi istanti, intensissimo e poi la fuga per il mondo,e addio per sempre, non è terribile?

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  5. zygadena..io lo trovo poetico e poco impegnativo, poi se per caso capita di reincontrarsi..

    e.l.e.n.a. ..è vero, ma non ci sono rimasto male più di tanto. a me non sembrava sconveniente eppoi era la parte centrale del racconto, l'immagine che ho vissuto in prima persona su una corriera e che ha dato seguito al resto..ma vabbene lo stesso.

    anonimo ip 213. ecc..chi sei? mi stò arrovellando inutilmente..

    anonimo ip 82.ecc..suppongo tu sia mardin, vado a leggerti sul sacripante quarto.

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  6. appunto, non è assolutamente sconveniente o peggio gratuito.

    mi è parso comunque molto strano e, se mi permetti, inopportuno..

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  7. Ti hanno censurato davvero!

    E' una vergogna.

    Vergogna.


    Sono allibita.


    Mah...


    Complimenti comunque: bellissimo pezzo. Baci!

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  8. che dire... come al solito una spanna sopra. come al solito un'assonanza: Le Grand Serpent du Monde.

    non sono riuscito a vederlo per intero ma quel che ho visto mi intriga già abbastanza, e sono sicuro che potrebbe interessare anche te. un saluto.

    hyero

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